Maggioranza e opposizione compatte contro il piano di riordino degli ospedali

In commissione comunale sanità valutate azioni comuni da avviare a settembre Cipolletti: «Teramo penalizzata». Italia Viva: «È mancata l’azione del sindaco»
TERAMO. Il riordino della rete ospedaliera non piace a nessuno. Maggioranza e opposizione al Comune di Teramo si compattano in commissione sanità contro la bozza regionale, ora al vaglio del ministero, che andrebbe a penalizzare la provincia teramana già alle prese con criticità importanti da affrontare. Ieri mattina al Parco della scienza si è riunita la commissione presieduta dal consigliere Vincenzo Cipolletti, che sui piani della Regione si dice critico e preoccupato per il futuro «di tutta la provincia teramana, triste Cenerentola d'Abruzzo: qui non è questione di campanilismo, ma di ragionevolezza. È chiaro che il nostro territorio viene svuotato, emarginato. Penso alla rete dell'emergenza: il piano prevede tre centrali operative nelle altre province lasciando Teramo sfornita. È grave perché scelte così hanno ricadute dirette sui cittadini», spiega Cipolletti, che ritiene necessario avere sul nostro territorio un ospedale di secondo livello capace di puntare sulle eccellenze mediche «come la Neurochirurgia, che alla luce del nuovo indirizzo regionale non potrà occuparsi di grandi emergenze come invece potrà fare l'Aquila».
La commissione di ieri è stata secondo il presidente «partecipata e costruttiva, con le forze politiche comunali concordi nel voler tutelare la nostra provincia. Il prossimo step sarà quello di riunire a settembre attorno a un tavolo Asl, sindaci teramani e consiglieri regionali per rivendicare il ruolo della sanità teramana così bistrattata», ha aggiunto Cipolletti sottolineando la necessità di una sinergia istituzionale per salvaguardare l'esistente e anzi migliorare nel tempo l'offerta sanitaria, incassando sotto questo aspetto il consenso di tutti i componenti della commissione.
Ma se nelle azioni concrete l'opposizione si dice disponibile a collaborare, sul fronte politico non mancano le recriminazioni. E senza mezzi termini ad avanzarle è il consigliere comunale di Italia Viva Giovanni Luzii: «La sanità va difesa e rafforzata, su questo siamo d'accordo. Ma non si possono oggi non rilevare le responsabilità di chi, pur avendo gli strumenti, non ha fatto nulla per evitare che si arrivasse ad avere un riordino di questo genere. A partire dal sindaco di Teramo, che ha sempre taciuto, non ha mai preso posizioni nette, non si è esposto né ha mai presentato una strategia di azione. Ci sono state mancanze politiche gravi: il sindaco avrebbe dovuto avere interlocuzioni con la Asl e con i sindaci prima che il riordino approdasse al ministero. Questo piano rafforza le altre province e indebolisce la nostra anche perché mancano voci autorevoli dal territorio. E mi riferisco anche a consiglieri regionali e parlamentari. Senza parlare del silenzio sul nuovo ospedale, sia all'interno del piano regionale che nell'agenda di Gianguido D'Alberto che ancora non ci fa sapere la sua posizione in merito quale sia», tuona Luzii.
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