Maggioranza in agitazione per un debito misterioso

28 Luglio 2016

Dei 300mila euro da riconoscere all’Ambito sociale oltre 200mila risalgono al 2011, con un’impennata anomala. I consiglieri pretendono spiegazioni

GIULIANOVA. Il debito fuori bilancio di quasi 300mila euro con l’Ambito sociale Tordino mette in fibrillazione la maggioranza. Sono parecchi, infatti, i consiglieri che, durante il consiglio comunale di lunedì, hanno chiesto il rinvio del punto per poter studiare meglio le carte, consegnate solo qualche giorno fa in commissione bilancio.

I consiglieri vogliono vederci chiaro riguardo l’impennata di spese del 2011, quando i costi relativi all’Ambito sono lievitati fino ad arrivare a più di 204mila euro (altri 40mila riguardano invece il 2012, più altri piccoli debiti accumulati negli anni). In particolare, nel 2011 si sono spesi 86mila euro per il servizio di ricovero di minori in istituti, 56mila in assistenza domiciliare a disabili, 13mila per assegni di cura, 22mila per assistenza educativa domiciliare a minori, 11mila per rette di ricovero anziani, 12mila per assistenza domiciliare ad anziani e quasi 3mila euro per il progetto adozioni. I 40mila del 2012 riguardano invece il servizio di ricovero minori in istituto. Prima di firmare il riconoscimento, però, molti consiglieri di maggioranza vogliono rassicurazioni e capire il perché, proprio nel 2011, i costi siano lievitati a dismisura, per tornare nella norma negli anni successivi. I 300mila euro da pagare all’Ambito, comunque, sono stati inseriti nel bilancio pluriennale, approvato nei mesi scorsi, divisi in tre tranche annuali. La palla avvelenata del riconoscimento è stata rinviata a dopo l’estate.

Ieri pomeriggio, invece, dopo che il sindaco Francesco Mastromauro aveva lasciato l’aula lunedì scorso facendo inavvertitamente venir meno il numero legale (o forse l’aveva fatto proprio per arrivare in seconda convocazione, dove il numero legale delle presenze in aula scende a sei consiglieri), è stato riconosciuto il debito fuori bilancio di 372mila euro, somma stabilita da una sentenza della Corte d’appello di Ancona, per l’esproprio dei terreni di via Ippodromo. Gabriele Filipponi del Pd, uno dei fautori del rinvio del debito dell’Ambito, ha suggerito invece di «invertire il procedimento consiliare e votare prima il riconoscimento del debito e poi l’assestamento di bilancio, perché poi, come accaduto nei giorni scorsi, non sempre si riesce a portare a termine la votazione del riconoscimento del debito. Le carte, inoltre, vanno consegnate prima. Per il resto, continuiamo a lavorare in serenità».

Le opposizioni presenti, Fabrizio Retko e Gianluca Antelli, sono uscite al momento della votazione e il debito è stato riconosciuto da una minoranza striminzita (erano assenti le consigliere Vasanella, Pigliacelli e Chiodi). Lorenzo Di Teodoro, della lista per Mastromauro, ha rassicurato Retko sul fatto che le opere pubbliche, nonostante un ridimensionamento per pagare il debito, saranno fatte.

Margherita Totaro

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