Malato e senza lavoro deve vivere in una cabina

30 Ottobre 2014

Alba, scatta una gara di solidarietà per Ciro: dopo l’appello della Pro loco la Chiesa ecumenica gli trova una stanza e un ristorante gli dà un pasto caldo

ALBA ADRIATICA. Malato e senza lavoro, Ciro è costretto a vivere nella fredda cabina di uno stabilimento balneare dopo essere caduto in povertà. Il Comune di Alba Adriatica non può fornirgli un tetto, ma ora in città è scoppiata la gara di solidarietà per aiutarlo. Dopo l’appello girato sui social network dalla Pro loco, in pochi minuti in tanti hanno infatti risposto alla richiesta di aiuto, donando il possibile o mettendo a disposizione anche per poco tempo una stanza per lo sfortunato concittadino. La storia di Ciro ha prima commosso e poi mobilitato una città che raramente fa i conti con i casi di estrema povertà che nel silenzio la popolano, vedi i senzatetto che dormono in stazione. Ciro Ferriero, 58enne invalido, un riparo lo ha trovato in spiaggia, grazie all’aiuto di un amico operatore balneare che, oltre a portargli cibo e vestiti, gli ha concesso di dormire in una delle sue cabine. Ma in quel piccolo ripostiglio esposto alle intemperie, non c’è riscaldamento né tantomeno servizi igienici. Il freddo pungente e l’insalubrità di una condizione così precaria hanno convinto Ciro a parlare pubblicamente del suo disagio e a fare la sua richiesta di aiuto con grande coraggio e dignità.

Lo ha fatto ai microfoni di Tv6 e immediatamente la sua storia ha raggiunto ogni angolo di Alba Adriatica e non solo, colpendo nell’intimo la cittadinanza. Ciro infatti guadagna di pensione poco più di 250 euro, che non gli permettono di affittare un alloggio e di mantenersi, ma al massimo di passare qualche notte ogni tanto al caldo di una stanza di albergo, per trovare ristoro dal gelo quotidiano che ne peggiora le condizioni fisiche. Il Comune lo aiuta come può, con pacchi alimentari che finiscono presto e con il contributo una tantum di 150 euro che finisce ancora prima. Di alloggi pubblici - ieri il sindaco Tonia Piccioni è stata chiara - a disposizione non ce ne sono. Così la Pro loco albense ha deciso di rilanciare l’appello di Ciro, mettendosi a disposizione per fare da tramite tra lo sfortunato concittadino e gli albensi che vogliono aiutarlo. Immediatamente, la comunità di fedeli della Chiesa ecumenica è riuscita a trovargli un tetto per i primi giorni, in attesa di soluzioni più a lungo termine. Poi un ristorante di Tortoreto ha offerto a Ciro un pasto caldo al giorno. Ma serve tanto altro ancora. Per chi volesse sostenere economicamente Ciro la Pro Loco, che ha aperto uno sportello alla stazione albense, ha messo a disposizione anche il proprio conto bancario.

Luca Tomassoni

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