Malattie infettive, dopo 74 giorni nessun malato positivo al virus

12 Maggio 2020

Sono 10 i ricoverati nelle due strutture Covid della provincia. A Teramo solo due in Rianimazione Ambulanza da Atri a Pavia per prendere la seconda sacca di plasma per curare la paziente di Alba

TERAMO. Malattie infettive senza più coronavirus. Sembra un sogno, ma da ieri il reparto del Mazzini, nell’occhio del ciclone durante l’emergenza, non ha più nessun malato di coronavirus. Sembra lontanissimo quel 28 febbraio, quando venne ricoverato in Malattie infettive il “paziente uno” d’Abruzzo; un 50enne della bassa Brianza fuggito a Roseto con la famiglia – la moglie e due figli – che vennero ricoverati nei giorni successivi.
Da allora quei letti hanno ospitato tanti malati positivi. Molti ce l’hanno fatta, altri in quei letti hanno lasciato la vita. Soli, con l’unico conforto di una parola, di una stretta di mano di un’infermiera o di un medico celati dietro uno scafandro che nasconde i lineamenti ma anche le emozioni.
Sono stati una settantina i pazienti positivi curati in Malattie infettive, che ha aumentato i letti accorpando anche quelli dell’adiacente Hospice. In media una ventina di ricoverati ogni giorno, fra positivi e sospetti. Alcuni pazienti sono stati trattati con il Tocilizumab, con ottimi risultati.
Il primario, Pierluigi Tarquini, ha un tono di voce più disteso. «Il fatto che non ci siano ricoverati e che sono parecchi giorni che non c'è un nuovo ricovero, unitamente al fatto che da tempo non ci siano nuovi positivi sul territorio, dà la speranza che la provincia di Teramo stia uscendo fuori dall'epidemia», commenta Tarquini. Ma è presto per cantare vittoria: «Bisogna lanciare un messaggio forte alla popolazione perchè stia attenta: nelle prossime due-quattro settimane giochiamo una partita determinante per vedere se ce ne liberiamo definitivamente. Usare mascherine e il distanziamento sociale sono più che mai importanti, non bisogna perdere di vista che va ancora combattuta la battaglia. Un messaggio da lanciare soprattutto ai giovani: ho visto che molti stavano insieme con le mascherine abbassate. Non siamo sicuri di esserne fuori, nonostante abbiamo auspici favorevoli».
I NUMERI. D’altronde nonostante i numeri ormai veramente minimi, domenica notte c’è stato l’ennesimo lutto: è morto un 55enne teramano, malato oncologico ricoverato appunto in Malattie infettive. Al Mazzini nella Rianimazione Covid restano in due positivi e ad Atri ormai ieri pomeriggio erano solo otto i ricoverati.
PLASMA AD ATRI. Ieri un’ambulanza dall’ospedale di Atri è partita alla volta di Pavia. Il coordinatore dell’ospedale Covid, Enrico Marini, è partito per andare a prendere una seconda sacca di plasma iperimmune, cioè donato da un guarito dal Covid, all’ospedale San Matteo. La terapia sperimentale prevede infatti di infondere ai pazienti 600 ml di plasma e alla paziente 68enne di Alba per cui è stata organizzata una staffetta sabato scorso, ne sono stati trasfusi solo 300. «Noi per questa settimana non siamo ancora in grado di raccoglierlo, così ci siamo messi in cerca di una seconda sacca. L’ospedale di Pavia ci ha dato la disponibilità e siamo partiti immediatamente», spiega Marini, «torneremo intorno all’una di notte e faremo immediatamente l’infusione. La paziente inizia a dare qualche segno di miglioramento: oggi aveva bisogno di meno ossigeno del solito, sono migliorati i parametri». Marini conta, con la collaborazione dell’associazione dei guariti da Covid fondata da Ernesto Piccari, medico e sindaco anche lui scampato al virus, di iniziare la raccolta di plasma la prossima settimana. Proprio ieri l’ospedale di Pescara, che è capofila del progetto, ha chiesto allo Spallanzani di eseguire alcuni esami sul plasma che in Abruzzo ancora non si fanno, in modo da avviare la sperimentazione.
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