Manca il lavoro, i sindacati «Subito progetti concreti»

27 Gennaio 2021

In aumento disoccupati, richieste di cassa integrazione e reddito di cittadinanza «Puntare su innovazione e digitalizzazione per l’arrivo dei fondi comunitari»

TERAMO. L'emergenza Covid ha fatto esplodere tutte le fragilità del territorio teramano, aggravando una crisi che si protraeva da tempo.
A confermarlo sono i dati sempre più allarmanti sulla qualità della vita in provincia e sul ricorso agli ammortizzatori sociali, a fronte dei quali, anche in vista dell'arrivo dei fondi del Recovery Plan, è necessario fare sistema e proporre progetti condivisi e cantierabili. Ne sono convinti i sindacati confederali che ieri mattina, portando avanti un percorso avviato a giugno e che a luglio li ha portato a presentare un documento programmatico sui bisogni del territorio, condiviso successivamente con l'assemblea dei sindaci, sono tornati a chiedere un momento di sintesi tra tutti gli attori istituzionali, con il coinvolgimento della Regione, e la messa in campo di quattro azioni strategiche: analisi e selezione di alcuni grandi obiettivi strategici su cui consentire risorse e progetti( tra cui innovazione e digitalizzazione); una governance unica; coerenza tra gli obiettivi del Recovery plan e le disposizioni messe in campo da regioni, istituzioni, territori e grandi imprese pubbliche; partecipazione sia nella fase di definizione delle priorità e dei progetti che in quelli di verifica. «La crisi colpisce soprattutto i giovani», ha commentato Fabrizio Truono della Uil, « noi abbiamo presentato idee e progetti su come utilizzare le risorse che arriveranno per rilanciare il territorio. Adesso è il momento di condividere idee e azioni».
A snocciolare i dati sulla crisi del Teramano Fabio Benintendi della Cisl, che ha sottolineato come l'intenzione dei sindacati non sia «quella di far passare un messaggio negativo, ma far sì che l'analisi dei numeri sia da stimolo per creare le condizioni di un rilancio economico e sociale del territorio». I dati, solo per citarne alcuni, parlano infatti di ben 8.092 prestazioni di Naspi liquidate tra gennaio e agosto 2020, con la provincia di Teramo al primo posto in Regione rispetto al numero di prestazioni erogate, di 5.020 precettori di reddito di cittadinanza, di 14.389 domande di cig ordinaria, per un totale di 87.278 lavoratori coinvolti al 20 settembre. Inoltre, come evidenziato dall'indagine del Sole24Ore, Teramo è al 76° posto in Italia per qualità della vita (all'ultimo posto in Regione), al 91° per le pensioni di vecchiaia (con un importo medio di 950 euro), al 76° per reddito imponibile (15.763 euro in media contro i 17.023 del 2019). «Tutti i dati ci dicono che è assolutamente necessario intervenire, fare sistema, puntare sulle competenze che abbiamo come l'università e l'Izs», ha concluso Giovanni Timoteo per la Cgil, « siamo in una fase decisiva e c'è bisogno di un processo di consapevolezza. Per questo noi nelle prossime settimane continueremo a stare in campo e svilupperemo almeno cinque iniziative nel territorio per rappresentare i bisogni presenti e quelli che stanno emergendo ».
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