Manola Di Pasquale: «È allarme suicidi La politica deve fronteggiare il fenomeno»

«Un giovane uomo che si toglie la vita in un bosco. Una ragazza che si lancia da un ponte in città. Sono solo gli ultimi due casi di una serie interminabile di storie di dolore che si chiudono con la...
«Un giovane uomo che si toglie la vita in un bosco. Una ragazza che si lancia da un ponte in città. Sono solo gli ultimi due casi di una serie interminabile di storie di dolore che si chiudono con la scelta di preferire la morte alla vita. E troppo spesso si tratta di giovani». Comincia così una nota di Manola Di Pasquale (nella foto), presidente del Pd Abruzzo, che prende spunto da episodi di cronaca teramani degli ultimi giorni per lanciare un allarme suicidi. «Io», continua, «non ho le chiavi di lettura di quello che sta diventando, sempre di più, un fenomeno sociale, ma faccio politica e la politica deve farsi domande e cercare una risposta possibile. È ormai assodato che un anno di pandemia ha incrementato sofferenze emotive e relazionali, che troppo spesso sfociano in vere e proprie patologie, che colpiscono tutti e sopratutto i nostri giovani. La politica non può e non deve ignorare questo fenomeno crescente perché la conoscenza del problema è il primo passo verso la soluzione. Troppo poco si parla del malessere psicologico e relazionale causato anche dalla pandemia Covid, dal distanziamento sociale, dalla chiusura delle scuole e dei luoghi di aggregazione, dalla paura; troppo poco viene citato nei decreti e nella programmazione politica di questo fenomeno, presi a trovare cure per il Covid e vaccini da fare. È arrivato il momento di farsi carico anche di questo ulteriore pauroso fenomeno e quindi della necessità e dell’urgenza di previsioni specifiche nella programmazione sanitaria e quindi nel rafforzamento dei servizi di prevenzione. Occorrono apposite voci di finanziamento, apposita progettazione e incremento del personale sanitario specializzato. Ecco, iniziamone a ragionare, troviamo soluzioni, non lasciamo soli chi presenta disagio, e dedichiamo parte dei fondi già stanziati per il Covid per rinforzare anche tale servizio sanitario e socio sanitario specializzato».

