Marchegiani: «Carusi mente Sto pensando di denunciarlo»

18 Ottobre 2018

TORTORETO. La responsabile del settore ragioneria del Comune di Tortoreto Marina Marchegiani, tramite il suo legale Nello Di Sabatino, racconta la sua verità sulla lite avvenuta in municipio con il...

TORTORETO. La responsabile del settore ragioneria del Comune di Tortoreto Marina Marchegiani, tramite il suo legale Nello Di Sabatino, racconta la sua verità sulla lite avvenuta in municipio con il consigliere Nico Carusi. «Quella di Carusi è una ricostruzione falsa dei fatti», dice il legale, «stiamo valutando azioni penali nei suoi confronti: il suo è un comportamento reiterato, visti i giudizi espressi in altre occasioni». Il consigliere di opposizione di Progetto Tortoreto e Lega, che da anni segnala anomalie negli uffici comunali, dopo la discussione avuta venerdì scorso con la Marchegiani aveva convocato una conferenza stampa per lamentare il tentativo della dirigente di bloccare il suo ruolo istituzionale e la trasparenza dell’ente impedendogli di parlare con gli impiegati. Carusi aveva anche posto dubbi sull’esistenza della circolare che vieta la comunicazione diretta tra gli “estranei” e i semplici dipendenti degli uffici e che è stata proprio alla base della lite. Nella sua ricostruzione dei fatti, però, la Marchegiani rende pubblica quella circolare, inviata dal segretario comunale ai responsabili dei settori dell’ente a fine febbraio. Nel documento, prima si ribadisce per i consiglieri comunali «il diritto di accesso agli atti e di ottenere le informazioni utili per l’espletamento del proprio mandato», ma poi «dispone che la richiesta debba essere rivolta al responsabile». In altre parole: il consigliere comunale non può chiedere informazioni direttamente ai dipendenti degli uffici, ma deve passare per i dirigenti. «Carusi», riferisce Marchegiani, «è rimasto nell’ufficio di cui sono responsabile per circa 10 minuti, parlando con i due dipendenti a porta chiusa. Io ho ricordato ai dipendenti l’esistenza della circolare e che il consigliere avrebbe dovuto rivolgersi a me. Alla risposta che si “stava chiacchierando di altro” ho ricordato che ciò non si può fare in orario di servizio».
Luca Tomassoni
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