Marchese e Di Sabatino, sì di Forza Italia

Consultazioni del sindaco per la nuova giunta: “Al Centro per Teramo” non parla di assessorati
TERAMO. Altro giro di consultazioni per il sindaco Maurizio Brucchi chiamato a restituire una nuova giunta alla città entro il 15 gennaio. Ieri è stata la volta di Forza Italia, rappresentata dai consiglieri Italo Ferrante e Giuseppe Grande, e della lista “Al centro per Teramo” di cui fanno parte il capogruppo Angelo Puglia e il consigliere Guido Campana.
Decisamente compatto è apparso il gruppo di Forza Italia dopo la perdita del capogruppo Alessia De Paulis confluita nella civica di Dodo Di Sabatino. Ferrante e Grande hanno rappresentato al sindaco la richiesta di continuare a mantenere l’assessorato nella persona di Mirella Marchese ma anche la carica di vicesindaco. «Dal punto di vista politico è stata la donna più votata e credo che questo vada riconosciuto» ha detto Grande «ma anche dal punto di visto amministrativo non è mai venuta meno nel fornire risposte ai cittadini per la sua delega al personale all'anagrafe». I due consiglieri hanno rinnovato anche la fiducia in Milton Di Sabatino per la carica di presidente del consiglio comunale. «I chiacchiericci e gli antagonismi per rivendicazioni personali non ci interessano» hanno detto Ferrante e Grande, «riteniamo che nel suo ruolo di garante sia stato professionale e gli rinnoviamo il nostro appoggio». I due, dopo l’abbandono di De Paulis dovranno adesso formalizzare i rispettivi ruoli in aula. In via informale Ferrante, che precede Grande per numero di consensi, sembrerebbe orientato ad accettare il ruolo di capogruppo, il che presuppone che dovrà lasciare l’incarico di presidente della commissione bilancio.
Non si è parlato invece degli assetti di giunta con il gruppo dei civici della lista “Al Centro per Teramo”. Il capogruppo Angelo Puglia, insieme al consigliere Guido Campana e all’assessore Giorgio Di Giovangiacomo hanno sottoposto al sindaco un documento nella quale si invita il cittadino a riflettere su una questione di “metodo”: ovvero che il rimpasto non parte da un progetto politico, ma da personalismi di alcuni esponenti di maggioranza.
«E’ certamente doveroso che il sindaco svolga un’attività di verifica dell’attività amministrativa» si legge in un passaggio del documento «ma queste deve poggiare sui programmi e i problemi della comunità altrimenti viene percepita come un’operazione di palazzo». I tre esponenti non sono voluti entrare nel merito degli assetti di giunta limitandosi a esprimere soddisfazione per l’operato del gruppo e dell’assessore «sempre stati orientati all’interesse collettivo».
Sin qui la cronaca, ma nei corridoi della politica si registrano molti mugugni e perplessità da parte delle cosiddette liste “tradizionali” e già cristallizzate alle quali sembra non andar già la posizione “ambigua” di alcuni consiglieri. La sollecitazione che si pone al sindaco è quella di fare in modo che i gruppi e le alleanze siano riconoscibili onde evitare il rischio di consiglieri a “targhe alterne” nel Brucchi ter. Alcuni esempi. Domenico Sbraccia con quale lista si andrebbe a identificare: Fratelli d’Italia o altre compagini? Domenico Narcisisi è proposto come lista “Insieme per Te” o con un suo raggruppamento nuovo? Stesse perplessità sulla “targa” di Roberto Canzio. «Qualche tempo fa si presentò al sindaco come alleato dei Fratelli d’Italia» mormorano alcuni consiglieri «adesso insieme a Narcisi». Dubbi a cui si aggiunge infine la richiesta di una presa di posizione netta da parte di Dodo Di Sabatino e del suo gruppo “Soprattutto Teramo” composto da Alberto Covelli e Alessia De Paulis. Secondo indiscrezioni l’assessore regionale di Abruzzo Civico Andrea Gerosolimo, legato a doppi filo al progetto di Di Sabatino, non gradirebbe affatto l’ipotesi di un appoggio che la nuova civica potrebbe offrire a Tancredi per mantenere due dei tre assessorati di Ncd che non si giustificano con due soli consiglieri.
Ma ci sono gruppi che chiedono chiarezza anche in questo caso. «Se Di Sabatino appoggia Ncd lo faccia formalmente, con un patto federativo, o un alleanza. Mica si può sostenere un assessore sulla base della parola». (m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

