Marcia per il lavoro I metalmeccanici sfilano in centro

31 Luglio 2021

In piazza la protesta di un centinaio di operai teramani I sindacati: «Un settore in crisi, servono risposte urgenti»

TERAMO. In piazza per rivendicare il no ai licenziamenti, per chiedere la riforma degli ammortizzatori sociali, una nuova politica industriale ma soprattutto per accendere di nuovo i riflettori sulle tante vertenze aperte in provincia. Nonostante il caldo di ieri pomeriggio in un centinaio hanno partecipato alla "marcia per il lavoro" organizzata da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil provinciali nell'ambito dello sciopero nazionale del settore metalmeccanico.
Uno sciopero che in provincia di Teramo è stato ampliato a quattro ore e che ieri ha visto lavoratori e rappresentanti sindacali scendere in piazza con una passeggiata da piazza Madonna delle Grazie a piazza Martiri, dove dopo i segretari provinciali dei tre sindacati di categoria hanno preso la parola i delegati delle Rsu delle diverse aziende. «In provincia di Teramo abbiamo deciso di raddoppiare le ore di sciopero perché il nostro territorio è martoriato», ha detto il segretario provinciale della Fim Cisl Marco Boccanera, «ricordiamo solo alcune delle vertenze simbolo: la Selta, la Veco, l'Atr, la stessa Betafence o festeggi un anno dalla mancata delocalizzazione. In provincia stiamo perdendo competitività, pezzi importanti di aziende sul territorio. Confindustria impegni i propri associati a investire nelle aziende».
Per i sindacati l'effetto dello sblocco dei licenziamenti in provincia di Teramo si vedrà solo in autunno quando saranno usciti dal lavoro tutti i precari che fino a oggi hanno fatto da cuscinetto ai lavoratori a tempo indeterminato. E per la provincia, dove «il metalmeccanico occupa il 40 per cento della popolazione», rischia di aprirsi un vero problema sociale. «Ricordiamoci», ha concluso Boccanera, «che se vincono i metalmeccanici vince tutta l'Italia». Da qui la richiesta di interventi concreti, dalla riforma degli ammortizzatori sociali a una riforma della politica industriale del paese. «Noi siamo qui oggi per rendere tutti consapevoli di quello che sta succedendo in Italia da giugno», ha detto Natascia Innamorati della Fiom Cgil, « e per portare in piazza le vertenze del territorio. Oggi non si riesce a portare a casa un tavolo negoziale. Se non pensiamo a riformare la politica industriale paese continueremo a perdere posti di lavoro». A evidenziare la necessità di un cambio di rotta nella politica industriale anche il segretario della Uilm Uil Gianluca Di Girolamo: «S Confindustria dice che c'è la ripresa che logica hanno i licenziamenti?». Grande assente in piazza la politica. Ad affacciarsi in piazza solo l'assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale e l'assessore alla cultura del Comune di Teramo Andrea Core.
©RIPRODUZIONE RISERVATA