Mare sporco ad Alba, il grido di aiuto dei sindaci

Alba e Martinsicuro nel vertice tra enti chiedono lavori alla foce del Vibrata per eliminare il ristagno dei batteri fecali. Scontro albergatori turisti
ALBA ADRIATICA. «Subito la chiusura degli scarichi abusivi ed il via ai lavori sull’alveo e sulla foce del torrente Vibrata come prima misura contro i casi di inquinamento». Questa la richiesta che il sindaco di Alba Adriatica Tonia Piccioni e quello di Martinsicuro Paolo Camaioni avrebbero fatto agli enti sovracomunali durante il tavolo tecnico interlocutorio organizzato con lo scopo di trovare soluzioni ai casi inquinamento che minacciano ormai da anni il mare delle due località, che hanno perso la Bandiera Blu per la stagione in corso. Particolare attenzione su Alba, i cui operatori turistici e commerciali sono stati già messi in ginocchio dai risultati negativi pubblicati dall’Arta sulle analisi svolte a 200 metri a sud del torrente. Nelle prossime ore, i due sindaci dovrebbero chiarire ufficialmente e in maniera condivisa la loro posizione dopo l’incontro di ieri mattina con i rappresentanti della Regione, della Provincia, del Ruzzo, degli operatori turistici e dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, per la quale è intervenuto il presidente e sindaco di Corropoli Umberto D’Annuntiis.
L’incontro, indetto dal sindaco Piccioni, è il primo di un tavolo che diventerà permanente e che si riunirà con cadenza mensile, in continuità con quanto accaduto dopo i divieti di balneazione del 2013. Assenti ieri erano i rappresentanti dell’Arta e del Genio civile regionale, fondamentali gli uni per ricostruire quanto accaduto nelle passate settimane e gli altri per decidere quanto si potrà fare nell’immediato futuro per evitare nuovi problemi. L’Arta infatti ha attirato su di sé non pochi dubbi dopo la pubblicazione dei risultati delle analisi sull’acqua di mare di maggio, che hanno rappresentato una condanna per Alba Adriatica. I valori negativi delle analisi del 12, 22 e 28 maggio hanno fatto scattare la proroga per il divieto di balneazione già in vigore sui primi trecento metri di costa dalla foce del Vibrata verso sud, dove sono almeno cinque le concessioni. Non era mai accaduto che dati così negativi si manifestassero già a maggio, quando il flusso turistico è ancora insufficiente per sovraccaricare il depuratore consortile, come non era mai accaduto che tali risultati si registrassero in maniera così costante per addirittura 16 giorni. Anche la parola del Genio civile, comunque, sarà importante perché l’organismo dovrà esprimersi sui lavori da effettuare nel torrente, per cui ha competenza. Sembra, infatti, che alla foce, ostruita per gran parte da un “muro” di detriti portati dal Vibrata stesso, con il ristagnare dell’acqua si accumulino anche i batteri fecali, che poi a singhiozzo vengono riversati in mare a pochi metri dalla foce. Ma oltre a questo c’è un letto da sistemare in più punti e il problema degli scarichi abusivi da affrontare. I fondi per i lavori ci sarebbero già dal 2012, alla Regione e alla Provincia ora il compito di sbloccarli. Sul fronte del depuratore consortile del Ruzzo che serve Alba Adriatica e Villa Rosa, invece, il sindaco Piccioni ha dato notizia di aver già diffidato l’acquedotto per quanto riguarda la gestione della struttura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

