Mare vietato ad Alba Adriatica, prime disdette dei turisti

6 Giugno 2014

Divieto di balneazione su 300 metri di costa: operatori in ginocchio, a rischio molti posti di lavoro stagionali

ALBA ADRIATICA. I risultati negativi sulle analisi dell’acqua stanno mettendo in ginocchio gli operatori turistici albensi. Quella che è una “tragedia annunciata” da una serie di estati in cui i divieti di balneazione si sono susseguiti così come i casi di bambini ricoverati per gastroenteriti, sta causando già la cancellazione di alcune prenotazioni di turisti. E così sono a rischio decine di posti di lavoro stagionali.

Sono solo 300 i metri di costa colpiti dal divieto di balneazione da mercoledì prorogato per i nuovi risultati negativi pubblicati dall’Arta, ma tutta la città, e non solo, risente pesantemente della vicenda. Lo sconforto è il sentimento che pervade molti operatori turistici albensi che, già tramortiti dall’ennesima brutta notizia, per tutta la giornata di ieri sono stati impegnati nel tentativo di rassicurare i tanti turisti che hanno telefonato per avere notizie. I più colpiti tra gli operatori, quelli della zona nord, dove il mare resterà chiuso ancora a lungo - stando alla norma per tutta la stagione - a causa del declassamento a “scarsa” della qualità del mare a 200 metri a sud dalla foce del Vivrata. Dal 12 al 28 maggio tre prelievi hanno riscontrato valori fuorilegge di batteri fecali escherichia coli e in un caso di batteri enterococchi.

«Il problema è grave», dichiara Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo, «gli operatori sono demoralizzati: sono a rischio 30 anni di lavoro. Iniziano le disdette e le ripercussioni non saranno solo per Alba, ma anche per l'interno, che vive di luce riflessa della costa. Bisogna porre fine a questa storia, sono più di tre anni che abbiamo a che fare con l'inquinamento». Zunica propone di dare il via subito agli appalti da 70 milioni per i depuratori. «E poi tolleranza zero per i privati e per gli enti pubblici che inquinano, in alcuni posti non ci sono ancora i depuratori o non funzionano», accusa, «e bisogna anche studiare forme di sostegno agli operatori. Non è possibile affrontare una stagione in questo modo, peraltro stavolta i problemi sono iniziati ad aprile. Mi auguro che la nuova giunta regionale metta in essere in pochissimi giorni gli interventi necessari, fra cui una campagna di marketing last minute per tamponare l’effetto che queste notizie hanno sui turisti. Un appello a Luciano D'Alfonso perchè salvi la stagione turistica in provincia di Teramo. Ma si deve fare ora e non fra un mese».

Cristiano Tomei, segretario regionale della Cna balneatori, commenta: «I dati regionali gettano una luce inquietante sull’avvio della stagione turistica. Ad Alba, però, il divieto di balneazione rischia di diventare una condanna definitiva per tutta la stagione balneare, con danni incalcolabili per l’economia turistica locale. L’Abruzzo paga una gestione dissennata dell’ambiente costiero e dell’inquinamento dei fiumi e una politica del rinvio che affida alla sola speranza, e non all’azione consapevole e duratura delle istituzioni, il problema del risanamento». Anche Tomei si appella a D’Alfonso perchè convochi al più presto i rappresentanti delle associazioni d’impresa e degli enti locali costieri e istituisca una “task force” contro l’emergenza inquinamento.

Stamattina ad Alba, intanto, si terrà il tavolo tecnico organizzato dal sindaco Tonia Piccioni, al quale parteciperanno i rappresentanti di Ruzzo, Regione, Provincia, Unione dei Comuni Val Vibrata, operatori turistici, oltre al sindaco di Martinsicuro Paolo Camaioni.

(ha collaborato

Luca Tomassoni)

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