Mariani: «Centro Alzheimer, la Regione dica quando lo attiverà»
Risposte certe per l’attivazione del centro per i malati di Alzheimer a bivio Bellocchio. A sollecitarle, da parte del governatore Marco Marsilio e dell’assessore regionale alla sanià Nicoletta Verì,...
Risposte certe per l’attivazione del centro per i malati di Alzheimer a bivio Bellocchio. A sollecitarle, da parte del governatore Marco Marsilio e dell’assessore regionale alla sanià Nicoletta Verì, è il consigliere di “Abruzzo in Comune” Sandro Mariani. «È sotto gli occhi di tutti l’eccellente lavoro svolto, nei lunghi e difficili mesi della pandemia, dal personale impegnato nel centro riconvertito in struttura Covid per i degenti in via di guarigione», evidenzia, «queste professionalità acquisite non vanno disperse e, anzi,
andrebbero assolutamente premiate e salvaguardate». Mariani sottolinea il confronto avuto nei giorni scorsi con i sindacati «per trovare
formule che consentano il mantenimento del personale nelle cooperative anche in
caso di apertura del centro per la cura dell’Alzheimer». Secondo il consigliere, però, «la Regione ancora non dice se e quando questa struttura aprirà, magari anche allargando il ventaglio
delle prestazioni offerte verso analoghe patologie croniche e differenti tipologie di
demenze, così da poter avere una platea più ampia di pazienti e rendere l’apertura di
questo centro maggiormente sostenibile per le casse pubbliche. Non è possibile che dopo aver atteso tanti anni, con gare espletate, investimenti per
oltre 2 milioni di euro e una struttura completata e inaugurata in pompa magna questa rimanga a ancora chiusa».
andrebbero assolutamente premiate e salvaguardate». Mariani sottolinea il confronto avuto nei giorni scorsi con i sindacati «per trovare
formule che consentano il mantenimento del personale nelle cooperative anche in
caso di apertura del centro per la cura dell’Alzheimer». Secondo il consigliere, però, «la Regione ancora non dice se e quando questa struttura aprirà, magari anche allargando il ventaglio
delle prestazioni offerte verso analoghe patologie croniche e differenti tipologie di
demenze, così da poter avere una platea più ampia di pazienti e rendere l’apertura di
questo centro maggiormente sostenibile per le casse pubbliche. Non è possibile che dopo aver atteso tanti anni, con gare espletate, investimenti per
oltre 2 milioni di euro e una struttura completata e inaugurata in pompa magna questa rimanga a ancora chiusa».

