Mariani e Cipolletti: «Impoveriti i tre presidi di base»
TERAMO. L’opposizione targata Teramo in consiglio regionale boccia la bozza di piano di riordino della rete ospedaliera. Sandro Mariani di Abruzzo in Comune sottolinea: «Sono sparite le tabelle di...
TERAMO. L’opposizione targata Teramo in consiglio regionale boccia la bozza di piano di riordino della rete ospedaliera.
Sandro Mariani di Abruzzo in Comune sottolinea: «Sono sparite le tabelle di dettaglio sulla dotazione di reparti dei singoli ospedali. Su stessa ammissione dell'assessore Verì questo aspetto sarà oggetto di un ulteriore documento separato! Una non scelta che rinvia ulteriormente nel tempo la decisione sul destino di alcuni presidi», e Mariani fa riferimento in particolare al destino dei cosiddetti presidi di base come Giulianova, Atri e Sant'Omero. «È un documento pieno di contraddizioni», continua, «un piano stilato in fretta per presentarsi con i "compiti in ordine" al ministero a fine luglio ma che non fa scelte precise e non dà risposte concrete: nessuna idea, ad esempio, su come fermare l'emorragia di mobilità passiva verso le Marche ma addirittura un impoverimento dei servizi sanitari teramani. È un piano che disegna, nei fatti, una regione a due velocità. Genererà un ulteriore allargamento del gap tra la sanità teramana e quella pescarese - chietina».
Marco Cipolletti del Movimento 5 Stelle sostiene: «Il prospettato depotenziamento degli ospedali di Giulianova, Sant’Omero e Atri, tutti ridotti a presidi di base, è grave ed inaccettabile, vengono tutelate altre province mentre quella di Teramo è la più penalizzata a fronte di un’Asl con i conti in regola, al contrario di altre che hanno prodotto importanti passivi di bilancio che invece vengono avvantaggiate. Ancor più grave è la mancata difesa del territorio da parte dei membri della maggioranza eletti nel territorio teramano». Cipolletti continua: «Totalmente insufficienti risultano le previsioni, semmai operate, dei requisiti organizzativi di ciascuna struttura ospedaliera in relazione al servizio da rendere, nonché la programmazione, semmai effettuata, finalizzata all’abbattimento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale e alle prestazioni di ricovero». (red.te)

