Mariani: «Liste d’attesa infinite» La Asl: «Sono state molto ridotte»

Il consigliere regionale attacca anche sul nuovo ospedale: «Non ci sono i soldi, mancano 141 milioni» L’azienda: «Dal 2019 a oggi ottenuti grandi risultati, solo per alcuni esami non si rispettano i tempi»
TERAMO. La sanità teramana, con le sue liste d'attesa e la querelle sul nuovo ospedale, nel mirino del consigliere regionale di “Abruzzo in Comune” Sandro Mariani che ieri nel corso di una conferenza stampa a Teramo, insieme al vice sindaco di Mosciano Mirko Rossi, l'ha definita «la grande malata della nostra regione». Oggetto di attenzione del consigliere anche la rete ospedaliera regionale per la quale «mancano aggiornamenti sulla programmazione: siamo infatti in proroga con la rete del 2016, quella decisa dall’allora commissario alla sanità Luciano D’Alfonso», ha detto Mariani. Ma colonne centrali della conferenza stampa sono stati il nuovo ospedale di Teramo e le liste d'attesa. Su quest'ultimo punto, subito dopo l'incontro del consigliere con la stampa, è intervenuta la Asl di Teramo con una nota volta ad illustrare i dati sui progressi fatti sui tempi d'attesa e sulle strategie avviate per sanare le criticità che ancora persistono. Quasi un botta e risposta a distanza fra Mariani e l'azienda guidata dal manager Maurizio Di Giosia.
MARIANI. Sulle liste d'attesa il consigliere è stato netto: «Occorre intervenire subito, se serve anche ricorrendo alla collaborazione con i privati», ha detto Mariani criticando l'assenza di dati certi sul punto. «La Corte dei conti con la delibera 134/2022 ha dedicato un paragrafo intero alle liste di attesa della Asl di Teramo, come per quelle di L’Aquila, Chieti e Pescara, ma se queste Asl sono riuscite, in sede di integrazione e contraddittorio, a dare delucidazioni con dati aggiornati, nella peggiore delle ipotesi, al 2021, la Asl di Teramo ha fornito chiarimenti datati 2020 dimostrando di non avere il controllo dello stato dell’arte», ha aggiunto Mariani che la scorsa estate non è riuscito a ottenere i dati aggiornati dalla Asl di Teramo sulle prestazioni chirurgiche perché «l'azienda non li ha». Le criticità sono state avallate da Rossi che ha riportato i numeri presenti nella relazione della Corte dei conti: «Le urgenze non vengono erogate entro le 72 ore previste; per una prestazione breve, cioè da garantire entro dieci giorni, c'è un'attesa anche di 160 giorni; la piccola chirurgia di Giulianova ha tempi di attesa di 340 giorni», ha detto il vice sindaco. Poi spazio al nuovo ospedale: Mariani chiede perché sia stato valutato solo il sito di Piano d'Accio e non siano considerate le diecimila firme dei teramani che lo vogliono a Villa Mosca, ma soprattutto «devono dirci: con quali soldi sarà fatto? Ci sono 81 milioni, ma ne mancano 141: l'attuale governo regionale ritiene che dovrà trovarli la Asl di Teramo ben sapendo che l’azienda non può contrarre mutui a medio-lungo termine».
ASL. Quadro diverso quello fornito della Asl, che parla di «corposo piano di abbattimento delle liste di attesa messo in campo dal 2019 ad oggi. I risultati sono stati molto evidenti soprattutto sulle prestazioni “tempo dipendenti”: oggi sono garantite entro i tempi previsti dalla normativa (urgenti “U” entro 72 ore, brevi “B” entro 10 giorni, differibili “D” visite entro 30 giorni esami strumentali entro 60) oltre la soglia ottimale del 90%, fissata dal Piano nazionale e da quello regionale sul governo delle liste di attesa». La Asl certifica, ad esempio, che le prestazioni “B” nel 2019 venivano erogate nei tempi previsti in percentuale pari al 64,55%; nel primo semestre 2022 si è giunti al 93,51%. Per le “D” si è passati dal 63,77% del 2019 al 83,42% di oggi. L'azienda conferma alcune criticità, quali visita otorinolaringoiatrica, urologica, gastroenterologica, risonanza ed ecografia addome, elettromiografia «per le quali non si riescono a rispettare completamente i tempi prescritti» ma che si stanno affrontando con l'acquisto di tecnologie avanzate e il reclutamento di personale, «pur nelle evidenti difficoltà a livello nazionale di reperimento di alcuni professionisti anche mediante la contrattualizzazione di medici in formazione specialistica. Inoltre sono state adottate e sono in esame soluzioni di riorganizzazione complessiva delle attività e per le prestazioni maggiormente critiche è in esame l’utilizzo della libera professione individuale, a carico dell’azienda», aggiunge la Asl spiegando che è stata data attuazione al piano regionale di recupero delle liste d’attesa finanziato con due milioni 570mila euro. «Con questo, a fine settembre, abbiamo recuperato 829 interventi chirurgici cioè oltre il 71% delle relative liste di attesa. Recuperate inoltre 6.841 prestazioni ambulatoriali e 6.615 prestazioni di screening oncologico».
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