Marineria, incontro al ministero «Faremo lo sciopero a oltranza»

2 Giugno 2022

La delegazione dei marittimi giuliese amareggiata e delusa per l’esito del vertice nella capitale L’armatore Massi: «Nessuna apertura, soltanto palliativi che non risolvono i problemi economici»

GIULIANOVA. Delusione e amarezza per la delegazione di pescatori giuliesi presente ieri a Roma, allo sciopero nazionale contro il rincaro del carburante.
I marittimi, con i rappresentanti nazionali delle associazioni e delle marinerie, hanno avuto in tarda mattinata e nel pomeriggio due incontri nella sede del ministero delle Politiche agricole per richiamare l’attenzione sulle cause che affliggono il settore della pesca, in primis il caro gasolio. «Nessuna apertura soddisfacente o rassicurazione da parte del governo», dicono i marittimi, per cui l’intenzione è quella di continuare con lo sciopero ad oltranza. Gli armatori sono fermi da sabato scorso, perché il prezzo del carburante, che ha raggiunto ormai cifre insostenibili, non consente più di lavorare: «Non ci conviene più andare in mare, visto che siamo arrivati a dover spendere 1,25 euro per litro di nafta», ha affermato Giovanni Massi titolare del motopeschereccio “Il Faro”, che si è fatto portavoce dei colleghi, «nei giorni scorsi, a fronte delle nostre richieste, abbiamo ottenuto solo dei piccoli palliativi: fino ad ora, abbiamo ricevuto un documento in cui si rende noto, che il governo ha provveduto ad accettare il rimborso del 20% della spesa in nafta, utilizzata nel periodo da gennaio a marzo: la somma ci verrà restituita tramite sgravi fiscali, ma è troppo irrisoria». E così continua: «Noi marittimi ci siamo fatti due conti: ci tornerebbero in tasca circa 5.000 euro, che dovremmo dividerci, anticipando peraltro i soldi. E per tutto il resto dell’anno, che facciamo? Sembra quasi che abbiano intenzione di prenderci in giro». A causa di questa situazione di fermo, le scorte di pescato rischiano di terminare entro breve, per non parlare dei rincari che stanno mettendo in seria difficoltà tutta la filiera del pesce, soprattutto ristoranti ed attività commerciali.
Anche il movimento politico della sinistra Nos Noi, è intervenuto con una nota, in supporto dei marittimi giuliesi.«La tempesta perfetta si è abbattuta sulla marineria», si legge, «i pescherecci abruzzesi si trovano a fare i conti con gli effetti devastanti del caro gasolio: in media, ogni imbarcazione subirà un aumento di circa 37000 euro. Chiediamo al sindaco di rinunciare agli aumenti delle indennità favorendo la formazione di un fondo da destinare alle situazioni di crisi, e alla Regione di intervenire affinché vengano presi provvedimenti per scongiurare la prosecuzione della crisi della pesca».
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