Marsilio: «Ricostruzione, sparita la delega»

Il governatore chiede a Conte di nominare subito un nuovo responsabile. Per D’Alberto, invece, non è un problema
TERAMO. Non c’è più la delega alla ricostruzione post terremoto nel nuovo governo. Per il presidente della Regione Marco Marsilio si tratta di una mancanza preoccupante, mentre secondo il sindaco Gianguido D’Alberto potrebbe essere l’occasione per semplificare procedure finora caotiche. Sono le due facce di una scelta che comunque avrà ripercussioni sull’uscita dall’emergenza. A sottolineare la sparizione dell’incarico, che nel precedente governo era stato affidata al sottosegretario Vito Crimi è proprio Marsilio. «La delega alla ricostruzione è scomparsa dai radar del governo», annuncia il governatore, il quale cita l’ex sottosegretario che nel nuovo esecutivo è diventato viceministro dell’Interno. «Ho avuto conferma ieri sera (venerdì ndr) direttamente da Crimi che non conserverà la delega alla Ricostruzione», fa sapere Marsilio, «e che neanche lui sa chi se ne occuperà». Da qui deriva la preoccupazione del governatore che chiama in causa il premier Giuseppe Conte: «Chiedo al presidente del consiglio di individuare subito un nuovo responsabile perché le Regioni, le Province, i Comuni, i cittadini hanno bisogno di un interlocutore univoco». Non si tratta comunque di riempire una casella con un nome qualunque. «Voglio sperare che si tratti di una persona competente e già informata dei fatti», tiene a precisare Marsilio, «perché portare a spasso per mesi un altro sottosegretario che deve imparare daccapo è una perdita di tempo che non ci possiamo permettere». A Marsilio fa eco il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che chiede a sua volta che venga individuato un sottosegretario con delega specifica.
I timori espressi dal presidente della Regione non trovano invece sponda in D’Alberto. Per il primo cittadino teramano l’efficacia della ricostruzione non è necessariamente proporzionale al numero di figure istituzionali deputate a gestire l’emergenza. Anzi, la moltiplicazione degli incarichi finora non è servita ad accelerare il superamento della fase emergenziale. «Abbiamo avuto un sottosegretario, con compiti d’indirizzo politico, e un commissario, con un ruolo più operativo», sostiene il sindaco, «ed entrambi facevano riferimento al presidente del consiglio con il rischio di sovrapposizioni e complicazioni». Secondo D’Alberto, in sostanza, la «duplicità d’interlocuzione» non ha prodotto risultati positivi. «Il sottosegretario spesso parlava con i territori», evidenzia il primo cittadino teramano, «ma mancava il raccordo con il commissario che, a sua volta, non faceva da tramite con il governo per le istanze delle aree colpite dal sisma». Si trattava quindi di «una filiera complessa che, al di là delle persone e anche a causa della normativa, ha ingenerato confusione». La mancata attribuzione di una delega alla ricostruzione nel nuovo governo, insomma, non preoccupa D’Alberto. «La funzione resta comunque in capo al presidente del consiglio», tiene a sottolineare, «auspico che la scelta di non sostituire Crimi sia propedeutica a una semplificazione delle procedure».
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