Massi ciclopici crollano sulla strada a Piano Vomano

La frazione di Crognaleto isolata, poi la Provincia li sposta Smottamenti si sono verificati anche a Valle Castellana
CROGNALETO. Isolata per l’intera mattinata di ieri la frazione di Piano Vomano di Crognaleto per la caduta di enormi massi a causa delle incessanti piogge sulla strada provinciale 45/D che collega il paese con Senarica. La grossa frana si è staccata all'alba invadendo la carreggiata ed è stato necessario chiudere l’arteria al traffico. Tempestivo l’intervento del personale della Provincia e di una ditta esterna che hanno condotto le operazioni di sgombero fino a mezzogiorno quando la strada è stata riaperta a senso unico alternato.
Per la grande mole i massi sono stati accantonati al lato della carreggiata e solo un intervento successivo con esplosivo permetterà la riapertura completa del tratto. I tecnici hanno valutato il punto di distacco a monte per verificare la stabilità del versante e sarà necessaria una bonifica completa per valutare eventuali altre pericolosità. Preoccupato il sindaco Giuseppe D’Alonzo. «L’abbondanza di acqua che si è riversata sul territorio ha provocato un peggioramento di tutte le criticità legate al dissesto, soprattutto sulle strade provinciali, come già segnalato alla Provincia e agli organi di governo» ha detto, «invito, pertanto, l’amministrazione provinciale a provvedere subito al ripristino dell’asfalto ammalorato, con particolare riferimento alle strade provinciali per Frattoli, Cesacastina e Tottea e a rivolgere attenzione alle situazioni di dissesto nella Sp per Poggio Umbricchio e di caduta massi a Macchia Vomano e San Giorgio».
Smottamenti anche sulla Sp 48 transitabile a senso unico alternato dopo i primi interventi della Provincia e a Valle Castellana dove le squadre provinciali hanno liberato da fango e detriti la provinciale 49 verso Ascoli per il dissesto dei versanti. I lavori di risanamento, già affidati, dovrebbero partire a breve con un finanziamento di 300mila euro, mentre per le provinciali 45/D e 48 si stanno valutando cause e costi di un intervento. «In molti casi la Provincia è ente danneggiato, i versanti non sono nostri e la Regione affida direttamente ai Comuni i fìnanziamenti per il dissesto idrogeologico: un sistema che, è evidente, frammenta la programmazione senza una visione d'insieme, e quindi risulta spesso inefficace», ha dichiarato Diego Di Bonaventura, presidente della Provincia, «Sta di fatto che si tratta di mali che andrebbero curati alla radice visto che i danneggiamenti alla rete provinciale costano molto alla collettività e il problema si ripresenta puntuale a ogni pioggia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

