Maturità soft al tempo del Covid I ragazzi: «Tanto aiuto dai prof»

18 Giugno 2020

Studenti intimiditi dalla maxi-prova unica ma la paura si dissolve subito in aula. C’è chi ammette: «La scuola ci è mancata». E chi ha un rimpianto: «Avrei voluto i miei amici a sostenermi»

TERAMO. Ha preso avvio ieri mattina per gli studenti teramani l’esame di maturità in versione Covid-19. Una “partita secca” e a “porte chiuse” per i maturandi che quest’anno affrontano il maxi-orale omnicomprensivo, l’unica prova di un’ora che ha sostituito i quattro giorni di prove scritte e colloquio degli anni precedenti. Dinanzi a una commissione di sei membri interni con presidente esterno, tutti distanziati, i ragazzi si presentano con la mascherina da abbassare solo per esporre i contenuti, alla presenza di un solo accompagnatore. Un esame «indimenticabile», così lo hanno definito i ragazzi, che ha stravolto i tradizionali schemi nella didattica e nelle regole e anche le loro aspettative, ma che, superata la grande paura iniziale, «è stato fattibile e meglio di quello che credevamo», come gran parte di essi hanno sostenuto.
«Sono entrata con la mascherina e tutti i professori l’avevano addosso», ha raccontato Valeria Carboni, la prima del liceo classico “Delfico” a terminare il colloquio con tanto di applauso all’uscita di alcune sue compagne, «mi hanno tranquillizzata e messa e mio agio e tutto è andato bene». La presenza dei propri insegnanti è stata la nota positiva dell’esame per tutti i maturandi, anche se tagliare il traguardo da soli o con un solo accompagnatore è stata la nota stonata. «Gli esami sono una cosa che vivi una volta sola nella vita e avrei voluto condividerli con i miei amici a sostenermi in aula», ha fatto notare Carla Iezzi del liceo classico della comunicazione che si è fatta accompagnare dalla sua amica Maria Chiara. Il ruolo del “testimone”, così come i ragazzi hanno definito l’unico accompagnatore consentito, è stato importante. «C'è papà con me perché lo ha fatto anche agli esami di terza media ed è il mio portafortuna», ha confidato Chiara Di Berardo del liceo scientifico. Molto gettonate sono state le mamme, i compagni di classe o il proprio fidanzato come nel caso di Martina Chiodi dello scientifico Einstein che ha ricevuto, appena uscita, anche un colorato bouquet dalle sue due migliori amiche. «Il mio ragazzo mi ha sostenuta durante tutta la preparazione», ha raccontato, «nella parte di Cittadinanza e Costituzione ho fatto accenno al diritto alla salute e alla pandemia che stiamo vivendo».
L’argomento coronavirus non è mancato nei colloqui, ma soprattutto gli studenti hanno raccontato le difficoltà nel preparare gli esami con la didattica a distanza e senza potersi incontrare tra compagni per studiare insieme. La scuola in presenza è mancata a tutti. «Prima aspettavamo il suono della campanella dell’ultimo giorno di scuola, ma tutto poi è stato stravolto e ci è mancata la scuola», ha aggiunto Fabiana Lamja, intenta sulle scalette del Delfico a ripassare alcuni argomenti prima di entrare al colloquio sostenuta dalla compagna Giada. «È stato triste non essere stati insieme in classe», ha detto Alessia Carrozzieri del Delfico. «I professori ci hanno molto aiutato in video lezione per prepararci», ha spiegato Arianna Catucci dello scientifico, che all’uscita ha esibito alla sua famiglia riunita ad attenderla un ricordo che i docenti hanno donato alla sua classe. E ha aggiunto: «Mi sono emozionata con il testo di italiano, la poesia "10 agosto" di Pascoli, e anche mia mamma si è commossa». C’è chi si è affidato ai porta-fortuna come Roberto Speziale del Pascal che ha portato con sé un portachiavi del nonno e chi alla musica. “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti è stata la colonna sonora per tanti ragazzi e Daniela Conti dello scientifico l’ha ascoltata la sera prima in macchina come amuleto, un gesto che verrà imitato dalle sue compagne di classe. Una notte trascorsa sui libri per la maggior parte dei maturandi. «Abbiamo ripassato tutto stanotte», hanno raccontato Lorenzo Di Matteo e Jacopo Di Giustino del “Forti”, «temevamo per la presentazione del progetto, ma tutto è andato bene e ora aspettiamo i voti e festeggiamo come il coronavirus ci permette».
I festeggiamenti sicuramente non mancheranno, ma i ragazzi sono già proiettati verso il futuro tra test di ammissione da superare per l’accesso alle università a numero chiuso, scelta dell’indirizzo di studi e accesso nel mondo lavorativo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA