Maxi ammanco, il bancario fa scena muta davanti al giudice

30 Dicembre 2015

GIULIANOVA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Mario Granata, il giuliese dipendente della Banca Marche finito agli arresti domiciliari con l’accusa di essersi appropriato di 460mila euro...

GIULIANOVA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Mario Granata, il giuliese dipendente della Banca Marche finito agli arresti domiciliari con l’accusa di essersi appropriato di 460mila euro scomparsi dal conto di una cliente tedesca dalla filiale di Porto d’Ascoli. L’uomo, indagato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Ascoli, ieri mattina è comparso per rogatoria davanti al gip di Teramo Giovanni de Rensis. Granata, assistito dall’avvocato Tiziano Rossoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’inchiesta nella quale è coinvolto riguarda una somma sparita qualche anno fa da un conto corrente aperto nella banca in cui lavora. Per l’ammanco, denunciato dalla donna nello scorso luglio, il pm di Ascoli Lorenzo Maria Destro ha chiesto ed ottenuto dal gip Giuliana Filippello l’arresto del bancario e il sequestro di un immobile di sua proprietà.