Maxi rissa in centro, acquisite le immagini delle telecamere

4 Maggio 2021

ROSETO. Proseguono le indagini degli agenti di polizia del commissariato di Atri in merito alla rissa avvenuta il 1° maggio nel centro di Roseto, che hanno portato per il momento all’identificazione...

ROSETO. Proseguono le indagini degli agenti di polizia del commissariato di Atri in merito alla rissa avvenuta il 1° maggio nel centro di Roseto, che hanno portato per il momento all’identificazione di sei ragazzi. Saranno molto utili le immagini delle telecamere di videosorveglianza, installate in piazza della Libertà e in via Garibaldi, che la polizia ha richiesto al Comune di Roseto.
«Sicuramente le immagini aiuteranno le indagini delle forze dell’ordine», commenta il vicesindaco Simone Tacchetti, «le abbiamo installate nei punti nevralgici della città con l’obiettivo di reprimere questi episodi».
L rissa ha coinvolto circa cento ragazzi di età compresa tra 18 e 25 anni che si sono dati appuntamento via internet nella zona centrale della città, probabilmente per un regolamento di conti legato a problemi di droga. La rissa è iniziata alle 18 circa nella pineta Celommi, a quell’ora piena di famiglie con bambini, ma poco dopo si è spostata in piazza della Libertà nei pressi della stazione ferroviaria: qui sono intervenute le forze dell’ordine, prima la guardia di finanza, poi i carabinieri della compagnia di Roseto, e infine gli agenti del commissariato di polizia di Atri. I ragazzi si sono dispersi e hanno continuato la rissa in via Garibaldi, nel tratto compreso tra via Triboletti e via Di Giorgio, dove la polizia ha trovato quattro giovani mentre stavano picchiando altri due, mentre i restanti erano scappati. Molti ragazzi coinvolti nella rissa erano senza mascherina e il tasso alcolico oltre i limiti.
L’episodio ha creato sconcerto tra i cittadini. L’assessore al sociale Donatella Di Cesare commenta così: «Oggi, con il problema dell’isolamento dovuto al Covid, c’è un elevato grado di violenza forse perché si è assottigliato molto il livello di sopportazione. Non si tollera più nulla. Prima c’erano momenti di convivialità, di condivisione, ma in questo periodo non è più così. Non ci sono più valvole di sfogo, e così si sfocia nella violenza». Continua Di Cesare; «Io sinceramente temevo che il primo maggio, nel primo vero fine settimana di zona gialla, potesse accadere qualcosa di grave. Sicuramente non è concepibile che dei ragazzi si diano appuntamento per una rissa. Comunque, in generale, c’è meno tolleranza anche da parte di noi adulti». (l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .