Maxi truffa nazionale sui contributi Covid Tra i 54 denunciati c’è un teramano

21 Aprile 2021

C’è anche un teramano, secondo l’accusa un prestanome, nella maxi indagine partita dalla Procura di Monza su una presunta truffa sui contributi Covid per 21 milioni di euro e con 21 arresti scattati...

C’è anche un teramano, secondo l’accusa un prestanome, nella maxi indagine partita dalla Procura di Monza su una presunta truffa sui contributi Covid per 21 milioni di euro e con 21 arresti scattati in numerose regioni italiane. Secondo l’accusa sfruttavano società fittizie, reti di contatti commerciali ma anche società attive e poi fatte fallire, per avere accesso a finanziamenti e liquidità accaparrate anche facendo ricorso ai fondi straordinari predisposti dal Governo per l'emergenza Covid, a favore delle piccole e medie imprese. Di questo sono accusati i 21 arrestati ieri dalla guardia di finanza per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, alla truffa ai danni degli istituti di credito e truffa sui finanziamenti e contributi pubblici per il Covid, alla bancarotta fraudolenta e all'autoriciclaggio, tra Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Abruzzo e Calabria. Duecento i militari, coordinati dalla Procura di Monza, impegnati nell'operazione che ha portato anche al sequestro di immobili, terreni, quote societarie, conti correnti e contanti per un valore di circa 40 milioni di euro, oltre ad una pistola, riconducibili a 58 indagati ritenuti responsabili di aver organizzato una frode fiscale attraverso l'emissione e utilizzo di false fatture per un importo complessivo di oltre 100 milioni di euro, nonché una truffa agli Istituti di Credito per accaparrarsi finanziamenti in parte garantiti dallo Stato.