Mazzini, guariti 17 operatori Il sindaco insiste: troppi contagi

16 Aprile 2020

Guerra di cifre con il Comune: per la Asl in ospedale non ci sono nuovi positivi, anzi scendono a 50 I ricoverati in provincia scendono a 71. Un morto: è il 71enne di Crema “fuggito” a Giulianova

TERAMO. Coronavirus, numeri in calo. Si conferma la tendenza dei giorni scorsi, alla Asl di Teramo i ricoverati sono ormai 71. A Teramo ne sono 10 in Malattie infettive e cinque in Rianimazione, Ad Atri 53 e tre in Rianimazione. Nella notte fra martedì e mercoledì è morto uno dei primi casi di contagiati in provincia, un paziente 71enne di Crema arrivato con la moglie in una casa al mare a Giulianova e ricoverato nelle Malattie infettive del Mazzini qualche giorno dopo l’arrivo. Solo quattro i nuovi positivi.
TAMPONI IN OSPEDALE. Non accenna a sopirsi la querelle sui tamponi sul personale ospedaliero e soprattutto sui casi positivi fra il personale. Il sindaco Gianguido D’Alberto in un post pubblicato martedì sera su Facebook ha sostenuto senza mezzi termini che per «Teramo città, tra la giornata di sabato e quella di oggi abbiamo avuto comunicazione di altri 14 nuovi casi positivi, tra i quali contiamo ancora prevalentemente personale sanitario, pazienti e relativi familiari». Il sindaco, inoltre, fra le tante categorie che chiede vengano sottoposte a tampone, dai parenti dei positivi ai malati oncologici che non possono altrimenti iniziare la chemio, a chi è in prima linea nell’emergenza, torna a chiedere tamponi per il personale sanitario.
L’annuncio che ci siano nuovi casi fra il personale sanitario e i pazienti viene smentito dai dati aggiornati a ieri, forniti dalla direzione sanitaria del Mazzini, che anzi parlano di un processo opposto: i 67 positivi si sono ridotti a 50. Ci sono infatti 17 guariti (due medici, 12 infermieri, tre Oss) che ora torneranno al lavoro. Restano positivi 15 medici, 22 infermieri, sette Oss, un autista, un assistente sociale e due collaboratori amministrativi.
Riguardo ai tamponi, sono rientrati quelli della Neurologia dove recentemente è morto un paziente Covid che però era stato messo in isolamento (tranne quelli di due medici che l’hanno fatto in ritardo): sono tutti negativi, sia quelli degli operatori che dei pazienti. L’unico nuovo caso positivo fra il personale sanitario riguarda un operatore impegnato però a livello territoriale nel Centro di igiene mentale. Sulla disponibilità di reagenti allo Zooprofilattico, ieri è arrivata una prima fornitura e oggi ne arriverà un’altra che garantirà altri tremila tamponi. La prossima settimana sarà consegnata una da ben 20mila.
INCONTRO CON I SINDACATI. Si è tenuto ieri un incontro fra il direttore generale Maurizio Di Giosia e Cgil, Cisl e Uil sulle misure adottate a salvaguardia degli operatori sanitari. La direzione, coadiuvata dalla task-force e dall’unità di crisi, ha riferito che, a ieri, «sono stati eseguiti 7906 tamponi, di cui 2.500 sul personale sanitario (il 90% del totale Asl), e 127 sul personale dei servizi esternalizzati. I tamponi positivi sono stati 88 in tutta la Asl, con una percentuale di positività nettamente inferiore al dato nazionale. I risultati dei tamponi si ottengono nel giro di 24/48 ore dall’esecuzione e, nella procedura codificata dall’unità di crisi, è prevista anche la ripetizione dell’esame sul personale sanitario, con cadenze definite soprattutto in riferimento all’esposizione a fattori di rischio».
La direzione, poi, ha elencato le azioni adottate per limitare i contagi sia degli operatori che dei ricoverati nei quattro ospedali. Fra queste al Mazzini la realizzazione di percorsi con sale operatorie solo per pazienti Covid, posti di terapia intensiva e di degenza dedicati separando, anche con la costruzione di strutture murarie, le aree riservate ai pazienti positivi al virus dalle altre aree. «Per la disponibilità di dispositivi di protezione individuale per i dipendenti, la Asl di Teramo ha proceduto anche individualmente all’acquisto dei dispositivi di protezione che non sono mai mancati, coinvolgendo in un lavoro davvero immane, tutto il personale degli uffici acquisti e della farmacia ospedaliera, e facendo spesso salti mortali per procurarsi sul mercato delle forniture sempre e comunque scarse, pur di dotare il personale di mascherine, tute, guanti, occhiali, visiere, ecc. andando anche oltre i requisiti e le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità che, ad esempio, non prevedono gambali o tute, nemmeno per gli operatori addetti alla cura di pazienti con Covid-19», si legge in una nota. Sarà istituito un tavolo fra azienda e sindacati che si riunirà periodicamente per un scambio di informazioni.
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