Medici di base, critiche alla Asl: «Dovrebbe coinvolgerci di più»

26 Settembre 2023

TERAMO. La Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale, replica a una nota della Asl nella quale tra i problemi attuali della sanità in provincia si citava l’eccessivo numero di prescrizioni...

TERAMO. La Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale, replica a una nota della Asl nella quale tra i problemi attuali della sanità in provincia si citava l’eccessivo numero di prescrizioni inappropriate firmate da diverse categorie di medici.
«Nel ringraziare la Asl per le azioni messe in campo», dichiara Valentina Antonacci, segretario provinciale e vice segretario regionale della Fimmg, «allo scopo di affrontare le annose criticità delle interminabili liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e specialistiche, nonché del sovraffollamento dei pronto soccorso, finalmente con il coinvolgimento dei servizi di assistenza primaria, ci preme stigmatizzare come, mi auguro in assoluta buona fede, ancora una volta vengano attribuite ingiustamente responsabilità anche ai medici di medicina generale. È ampiamente dimostrato che la maggioranza delle prescrizioni è indotta dalla filiera di ricovero, diagnosi e cure di istituti pubblici e privati a cui i cittadini sono costretti a rivolgersi proprio per l’insufficiente risposta da parte del Servizio sanitario nazionale. Così come gli accessi impropri nei pronto soccorso non sono ascrivibili alla nostra categoria, ma alla speranza di trovare risposte in tempi brevi a quesiti che però necessitano di diagnostica strumentale, non solo di una valutazione clinica. Il sistema dei Pdta (Percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali) rappresenta un’importante svolta in tal senso, che consente una rapida e completa presa in carico del problema, evitando al cittadino, già afflitto da un problema di salute serio, di dovere in autonomia provvedere alle singole richieste e prenotazioni. Se il “filtro” deve essere fatto appunto dal territorio, ci preoccupano ancor di più i progetti a cui si fa riferimento, i cosiddetti Caut (Centri di assistenza e urgenza territoriali), la cui realizzazione non ci vede, ancora una volta, coinvolti. Ricordo che i Cau (Centri assistenza e urgenza), già operativi in Emilia Romagna, sono stati proprio un progetto proposto da Fimmg Emilia Romagna, in cui operano medici di assistenza a quota oraria (ex guardia medica) e a ciclo di scelte (Mmg). Da chi sarà effettuato il servizio sul nostro territorio e con quali garanzie di qualità? Ci aspettiamo dalla Asl di Teramo un maggiore e tempestivo coinvolgimento, certi di poter fornire più che adeguate risposte».
«C’è da tempo una precisa volontà della Asl di coinvolgere i medici di medicina generale sulle scelte per il territorio. E non è una decisione dell’ultim’ora». Il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, risponde così a Valentina Antonacci. «Abbiamo tenuto diversi incontri con la Fimmg e il suo segretario, sia singolarmente che coinvolgendo la Simg, la Società italiana di medicina generale, con la presidente Gabriella Salladini, appunto per coinvolgere tutta la categoria in un proficuo confronto sugli sviluppi futuri dell’assistenza territoriale. Tanto è l’interesse che la dottoressa Antonacci è stata inserita in un gruppo di lavoro aziendale per il monitoraggio della Uccp, ed è stata accettata anche la sua proposta di coinvolgere il tecnico del programma di gestione dei medici di medicina generale. Inoltre, i medici di medicina generale sono stati coinvolti in un altro ambito basilare nella nuova visione dell’assistenza sanitaria e cioè i Pdta, i percorsi diagnostico terapeutici. Il nostro obiettivo è incrementare sempre di più il coinvolgimento della categoria», conclude Di Giosia.