Medico fantasma, il pm chiede la condanna dell’ex primario

TERAMO. A sette anni dall’avvio dell’inchiesta e dopo decine di udienze, il pm chiede la condanna per l’ex primario di neurologia dell’ospedale Mazzini Antonino Uncini e per Francesca Notturno, il...
TERAMO. A sette anni dall’avvio dell’inchiesta e dopo decine di udienze, il pm chiede la condanna per l’ex primario di neurologia dell’ospedale Mazzini Antonino Uncini e per Francesca Notturno, il medico senza contratto con la Asl che nel novembre del 2012 venne trovata dai carabinieri ad eseguire elettromiografie al posto del primario.
Ieri pomeriggio, davanti al collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Enrico Pompei), il pm Davide Rosati ha chiesto una condanna ad un anno ed otto mesi per Uncini e ad un anno e quattro mesi per Notturno. Entrambi sono accusati di concorso in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e tentato peculato. Ad Uncini, inoltre, il pm contesta anche la truffa aggravata, mentre ha chiesto l’assoluzione per l’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità. Dopo la requisitoria di ieri, l’udienza è stata aggiornata a febbraio per le arringhe dei difensori Gennaro Lettieri (per l’ex primario) e Mario Del Principe (per la Notturno). Nel processo la Asl si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Annalisa Caschera. La bufera che aveva investito Uncini, ed aveva portato alle sue dimissioni, era scoppiata a novembre del 2012, quando i carabinieri erano entrati nell’ambulatorio di elettromiografia del Mazzini trovando, al posto del primario, la dottoressa che non aveva alcuna autorizzazione per lavorare all’interno della Asl di Teramo. Una collaboratrice di Uncini all’università di Chieti che secondo l’accusa per diversi mesi, in alcuni giorni, avrebbe svolto determinati accertamenti al posto del primario. Uncini, sempre secondo la Procura, in quei giorni sarebbe stato assente pur risultando in servizio con tanto di firma sui referti. Accuse la cui fondatezza dovrà essere stabilita dai giudici.(d.p.)
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