Mega rissa tra tifosi a Rimini I teramani sono stati aggrediti

Erano ultrà senza tessera che come altre volte andavano a manifestare restando fuori dallo stadio Davanti al bar che è ritrovo dei rivali li ha bloccati un semaforo rosso: circondati, hanno reagito
TERAMO. Il giorno dopo si fanno più definiti i contorni della rissa tra ultrà avvenuta in via Pascoli a Rimini, e che probabilmente decimerà la curva teramana con un’ondata quasi senza precedenti di diffide, i cosiddetti Daspo (se ne prevedono 19, tanti quanti sono i denunciati per rissa e danneggiamento).
Già vedendo la scena dello scontro – le auto dei teramani ferme a un incrocio e semidistrutte – appare molto difficile parlare di uno scontro premeditato e cercato dai “nostri”. Che erano senza tessera e quindi non potevano assistere alla partita, è vero, ma che a quanto pare andavano allo stadio “Neri” a manifestare il proprio dissenso nei confronti della tessera del tifoso come già avevano fatto in altre trasferte. Si tratta del gruppo più oltranzista della curva del Teramo, “Sedici gradoni”: tutti non tesserati, ma comunque pronti ad andare in trasferta e a restare fuori dagli stadi esponendo i propri striscioni e cantando i propri cori. Discutibile quanto si vuole, è un modo come un altro di essere ultrà.
Ben altra storia è la violenza che si è scatenata sabato pomeriggio e che potrebbe essere frutto di casualità. Le auto dei teramani, forse per un errore di percorso, sono transitate davanti al bar di via Pascoli che è il tradizionale ritrovo dei tifosi di casa. Ci sono stati sfottò e insulti a distanza, poi un semaforo rosso ha bloccato le auto dei teramani e dal vicino bar si è scatenato un assalto di diverse decine di ultrà riminesi. Tra loro forse c’erano anche tifosi della Sambenedettese (le due curve sono gemellate ed entrambe storiche nemiche di quella teramana). Circondati da nemici superiori di numero, peraltro armati di sedie e tavolini del bar, che sono stati usati contro le auto danneggiandole seriamente, i 19 teramani hanno scelto di non scappare ma di scendere e reagire. All’arrivo della polizia, pochi minuti dopo, sono rimasti tutti sul posto mentre i riminesi si dileguavano – e anche questo chiarisce la natura dello scontro.
Sta di fatto che, mentre per il momento non si ha notizia di denunciati riminesi, 19 tifosi del Teramo sono accusati di rissa aggravata e danneggiamento aggravato e tre di loro sono stati anche arrestati. Si tratta di Filippo Partenza, Davide Piotto e Raffaele Gramenzi, che oggi compariranno davanti al tribunale di Rimini per l’udienza di convalida. Il loro avvocato, Nello Di Sabatino, fino a ieri non conosceva il motivo dell’arresto e per questo non rilascia dichiarazioni, limitandosi a riferire che i tre sono incensurati. Per ora si può solo ipotizzare che il terzetto sia stato trovato in possesso di petardi e quindi sia incappato nel reato di detenzione di materiale esplodente in occasione di manifestazioni sportive, ma se ne saprà certamente di più oggi.
Tra i teramani coinvolti nello scontro un paio avrebbero riportato ferite. La maggior parte dei 19 ha alle spalle dei Daspo, che per diversi erano scaduti da poco. Difficile pensare che qualcuno di loro scamperà a una nuova diffida, mentre in sede penale il fatto di essere stati aggrediti e aver subito gravi danni alle auto potrebbe attenuare la loro posizione.(d.v.)
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