Meno olio, ma quello salvo dalla mosca è di ottima qualità

Molitura in Vibrata, la produzione è scesa e il prezzo è salito Di Bonaventura: «In difficoltà chi non ha fatto trattamenti»
VAL VIBRATA. Lo scorso anno è stato migliore per l’olio, piccante ma più strutturato. La mosca olearia, causa il tasso di umidità poco favorevole all’insetto, non fece danni come nel 2016. Quest’anno, invece, agosto e settembre In Val Vibrata hanno favorito la proliferazione dell’insetto anche se in maniera più contenuta rispetto al 2016 ed in zone diverse. E’ il quadro che emerge in questo giorni, nel culmine del periodo della molitura in Val Vibrata.
A tratteggiare la stagione dell’olio in vallata è Fabrizio Di Bonaventura, tecnico Cia (Confederazione italiana agricoltori) della provincia di Teramo, vicesindaco di Controguerra e organizzatore di incontri a tema, che traccia il quadro di un’annata non proprio orribile per la produzione dell’olio extravergine di oliva in Val Vibrata, con un bel rilancio del prodotto biologico di zona. «L’agente patologico per eccellenza per l’olio è stato maggiormente presente nelle zone pedecollinari», spiega Di Bonaventura. «ovviamente, chi non ha trattato le piante con i prodotti di contrasto ha avuto difficoltà a raccogliere e a fare l’olio, chi ha coltivato e prodotto in maniera biologica non ha avuto problemi utilizzando lo Spintor Fly (un’esca proteica specifica pronta all’uso a base di Spinosad per il controllo della Bactrocera oleae, cioè la mosca olearia ndc), sostanza ammessa nel protocollo del biologico che crea confusione sessuale nella mosca e quindi non la fa attecchire e che ha avuto ottimi risultati ed in certe zone ha funzionato benissimo. Io stesso l’ho sperimentata a Controguerra ed ho avuto risultati. Quest’anno, complessivamente, l’olio è più gentile».
Quanto alla produzione, rispetto al 2017, quest’anno in alcune zone è stata registrata una flessione anche del 40% facendo schizzare in alto i prezzi al litro. Il prezzo medio in frantoio è di dieci euro al litro mentre nelle Marche si segnala una vendita anche di 12, 15 ed anche 20 euro al litro di extravergine. Di Bonaventura, complessivamente, afferma che per chi ha raccolto questa è un’annata di eccellenza. C’è ancora poca propensione, fra i consumatori, a spendere cifre importanti per l’olio extravergine delle campagne considerando che la grande distribuzione propone oli italiani estratti a freddo anche a 6 euro al litro. Il prezzo si abbatte se poi si acquistano oli extravergini europei, raffinati e misti. L’altro problema che spesso fa lievitare il prezzo è il costo della manodopera: poca, rara e non a buon mercato. I controlli sul piano sicurezza e assunzionale non rendono, a molti agricoltori di zona, conveniente raccogliere e vendere l’olio a prezzo particolarmente basso.
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