Mensa dell’università Un’app eliminerà le file

L’Adsu vara la ristrutturazione del locale anche alla luce delle norme anti Covid Dati in comodato d’uso gratuito alla Caritas diocesana i 64 vecchi tavoli e le sedie
TERAMO. Una rivoluzione nella mensa universitaria nel campus di Coste Sant’Agostino. L’Adsu vara un programma di radicale ristrutturazione – con l’introduzione anche di una app elimina-file – che ha già comportato rilevanti effetti nel sociale. Infatti tutti attuali gli arredi della mensa, che non sono in linea con le disposizioni legate all’emergenza Covid, sono stati dati in comodato d’uso gratuito alla Caritas diocesana. Ieri in una cerimonia pubblica è stato firmato il contratto dal direttore dell’Adsu Toni Sorgi e dal vicedirettore della Caritas Anna D’Eustacchio, alla presenza del presidente dell’Adsu Vincenzo Di Giacinto, del presidente della Caritas, il vescovo Lorenzo Leuzzi e dell’assessore regionale Piero Fioretti.
Quella che nei fatti è una donazione prelude a un’opera di modernizzazione in effetti già iniziata da qualche tempo. La mensa sarà completamente ristrutturata e gli spazi saranno rivisti anche alla luce delle norme per il distanziamento sociale. L’Adsu acquisterà 80 nuovi tavoli e sedie, aumentando i posti da 256 a 400 (durante l’emergenza sanitaria ne saranno utilizzabili la metà). Ma è allo studio anche un’evoluzione del Qr code utilizzato da un po’ di tempo a questa parte per evitare piccoli raggiri di chi non vuol pagare il pasto, utilizzando magari il tesserino di chi è esente dal pagamento. E’ stato istituzionalizzato l’uso di un Qr code tramite il telefonino di ogni utente che nei fatti rende impossibile ogni raggiro. E adesso è allo studio un’app – probabilmente sarà in uso già a settembre – che sempre con Qr code e telefonino, sarà in grado di avvertire l’utente se c’è fila e quanti minuti di attesa sono previsti per pranzare. Un’innovazione in linea con la necessità di evitare assembramenti in questa emergenza sanitaria.
Un altro effetto della rivoluzione nella mensa riguarda anche l’accesso ai disabili, che sarà molto facilitato, così come la fruizione del pasto. «Tutto questo fa parte di un’attenzione ai meno fortunati che l’Adsu ha sempre avuto», ha osservato il presidente Di Giacinto, ricordando il “pranzo di solidarietà” che si svolge ogni anno nella mensa universitaria, «e abbiamo colto l’occasione del programma per una migliore occupazione della mensa, con l’introduzione anche di un’app per eliminare le file, per dare mobilio perfettamente funzionante alla Caritas». «Questa è carità samaritana, ma anche carità intellettuale», ha aggiunto Leuzzi, «è una donazione che si aggiunge alle tante arrivate alla Caritas in questo periodo così problematico». Il vescovo ha ribadito che l’azione della Caritas si svolge nella massima discrezione. Nei fatti durante il lockdown la Caritas ha praticamente raddoppiato il numero di pasti giornalieri che somministra, arrivando anche a una settantina al giorno. Ora che l’emporio, che fornisce generi alimentari a circa 150 famiglie ha riaperto, il numero dei pasti è tornato più o meno nella norma. In totale sono circa 600 gli assistiti, sotto diverse forme, fra italiani e stranieri. Fioretti ha affermato che la donazione «è un esempio di quanto di buono si sta facendo nel mondo collegato alla Regione, visto che l’Adsu è un’azienda regionale». Dieci tavoli saranno destinata alla mensa San Martino della Caritas in via Veneto, 15 alla casa di accoglienza Emmaus a Castagneto, cinque alla fondazione Maria Regina di Scerne e 34 alla Piccola Opera Caritas di Giulianova.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

