Mercato immobiliare in fermento È caccia a case con spazi esterni

14 Marzo 2021

I prezzi bassi favoriscono le compravendite, la paura di nuovi lockdown “spinge” giardini e terrazzi Mancano quasi completamente alloggi nuovi, in arrivo ondata di ristrutturazioni con i superbonus

TERAMO. Un mercato immobiliare effervescente, che sconta però la carenza di case di nuova costruzione e che sul versante degli affitti è praticamente fermo dal terremoto del 2016. È questo il quadro della Teramo del mattone che viene fuori da una mini-inchiesta del Centro tra gli agenti immobiliari della città. Con alcune particolarità legate alla pandemia, e che corrispondono a una tendenza in atto a livello nazionale: innanzitutto la ricerca di case con spazi esterni per la paura di nuovi lockdown, ma anche l’ondata di ristrutturazioni che si annuncia in virtù dei superbonus varati dal governo Conte.
Gianluca Rapagna, titolare dell’agenzia Percorso Casa, fa così il punto su Teramo città: «Il lockdown di primavera ha paralizzato in modo quasi totale il settore anche per l'impossibilità fisica di muoversi. Il periodo successivo invece è caratterizzato da una particolare effervescenza, grazie ai prezzi già bassi, che hanno avuto ulteriori ritocchi al ribasso da parte dei proprietari che avevano immobili in vendita da tempo, e ai tassi favorevoli dei mutui. Vediamo un forte accesso al credito da parte di giovani coppie e famiglie che vogliono case diverse. C’è grande richiesta di giardini, terrazzi e anche di case in campagna: la gente vuole poter uscire di casa anche in caso di lockdown. C'è anche una componente di investimento, chi vede che con gli investimenti finanziari non guadagna sta tornando al mattone. Il problema di Teramo è che di case nuove ce ne sono poche, perché i costruttori vedono che i costi di costruzione sono molto elevati viste le nuove norme e preferiscono approfittare dei vari superbonus per dedicarsi alla ristrutturazione, che è meno rischiosa. Il superbonus 110 per cento ha fatto anche sì che alcuni venditori stiano stoppando la vendita per ristrutturare e poi rimettere in vendita l’immobile a un prezzo superiore. Questo mi fa pensare che in futuro tornerà ad esserci un surplus di immobili ristrutturati che costituiranno un nuovo mercato. Il poco nuovo che c’è si vende ma non tutto subito, alcuni costruttori tengono i prezzi alti prima di adeguarsi al mercato. Un altro fenomeno è la forte ripresa degli attici, che nel post terremoto spaventavano e restavano invenduti. Il mercato degli affitti? Le locazioni sono sature, c’è una grossa richiesta non supportata dall’offerta. Tra sfollati del sisma e universitari, ma anche sanitari venuti a lavorare a Teramo per la pandemia, non si trovano alloggi. Valori al metro quadro? Difficile dirlo, da tempo questo discorso è saltato: il cliente non usa più la calcolatrice. Di sicuro a Teramo ci sono appartamenti usati scesi anche sotto i mille euro».
Enrico Di Giamberardino (Immobiliare 20) si è messo in proprio nel gennaio 2020 dopo aver lavorato per 25 anni nel settore come dipendente. «Appena aperta l’agenzia», dice, «è scoppiata la pandemia, ma nonostante questo per me il 2020 è stato un anno eccezionale, e gennaio e febbraio 2021 sono andati ancora meglio. Sulla scorta dei prezzi molto bassi e del tasso bassissimo sui mutui ho avuto tantissimo lavoro. Oggi in città si stanno vendendo appartamenti anche a 40mila euro e una casa da 200mila euro non si vende, a questo prezzo ne ho in vendita alcune da più di un anno. Il mercato è mosso da molti single e da coppie giovani che vogliono comprare appartamenti sotto i 100mila euro. La fascia media secondo me sta scomparendo, poi ci sono le case di nicchia per persone che hanno forte disponibilità economica. Quali zone vanno forte? Il centro e la fascia subito a ridosso (viale Bovio, viale Crucioli) si vendono di più, ma molto richiesta come seconda opzione è la zona stazione-Gammarana. Si vende indifferentemente il nuovo e vecchio, soprattutto il vecchio perché in giro ci sono pochi cantieri ma in quei pochi le case vanno via come il pane, spesso ancor prima che finiscano i lavori. Poi ci sono anche costruttori che non si adeguano al mercato e vogliono vendere ai prezzi di una volta, è una loro scelta ma non vendono. Gli affitti? In questo mercato Teramo è carente, in tutto il 2020 ho affittato dieci appartamenti e in pochissimo tempo. C'è richiesta ma non c'è offerta, dipende dal fatto che dopo i terremoti 2016-17 con l'autonoma sistemazione si è riversata sul mercato un sacco di gente. Sicuramente, quando queste persone torneranno nelle loro case, si libereranno questi alloggi».
Fin qui Teramo città. E la cosiddetta “Teramo 2”, cioè la grande periferia est che da Colleatterrato arriva a San Nicolò passando per Piano d’Accio-Nepezzano? Antonio Verzilli di Punto Casa, che è attivo a San Nicolò da 18 anni, riferisce: «In questa zona i prezzi sono tendenzialmente più bassi di quelli di Teramo e già a metà 2020 erano già ai minimi storici. Nel complesso è diminuita la quantità delle richieste ma è aumentata la qualità, i clienti vengono con idee chiare sul tipo di casa da comprare e su quanto possono spendere. Con il Covid è aumentata la richiesta di soluzioni singole e spazi esterni, si fa sentire la paura del lockdown. La maggior parte dei clienti sono coppie giovani o famiglie che vogliono una casa più grande di quella che avevano o magari anche più piccola, ma con uno spazio esterno. Case nuove? Non c'è niente, a San Nicolò non si vede un cantiere aperto e il poco nuovo è stato venduto in un attimo. Gli affitti? Pochi appartamenti, c'è molta richiesta ma pochissima offerta».
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