Mercatone, da oggi nuova veste e un piano per tornare leader

La Shernon Holding che ha acquisito ad agosto il gruppo riavvia i tre punti vendita in Abruzzo A Scerne, Colonnella e Sambuceto lavorano 103 dipendenti ma ce ne sono altri in cassa integrazione
PINETO. Da oggi tornano in vita, con una nuova veste, i tre punti vendita del Mercatone Uno in Abruzzo: il più grande è a Scerne (43 dipendenti), oltre a quelli di Colonnella (30) e Sambuceto (30). «Inizia una nuova era per Mercatone Uno: nuova proprietà, nuova leadership e posizionamento, rinnovate competenze ed ambizioni costituiscono i presupposti per il rilancio sul mercato di un brand che ha fatto la storia del retail made in Italy e che ancora oggi rappresenta il 3° marchio del settore in Italia, in termini di notorietà e fatturato». E’ questo l’incipit di un comunicato diffuso dalla Shernon Holding srl, società che il 9 agosto ha acquisito i 55 punti vendita a marchio Mercatone Uno. Un’acquisizione, del valore di 25 milioni di euro, che ha segnato la fine dell’amministrazione straordinaria.
«Sul fronte occupazionale la nuova proprietà si è impegnata a preservare e valorizzare tutte le risorse umane presenti in azienda: ad oggi 1885 dipendenti, che potranno crescere nel corso del prossimo anno, in considerazione del piano di sviluppo aziendale», si legge ancora nella nota.
Una comunicazione accolta con cautela dai sindacati locali, che da tempo seguono la difficile vertenza dei dipendenti della sede del Mercatone Uno di Scerne di Pineto. «Benissimo l’operazione di rilancio», commentano Emanuela Loretone (Filctem Cgil), Fabio Benintendi (Cisl) e Bruno Di Federico (Uiltucs Uil), «dopo la crisi che abbiamo avuto purtroppo riscontriamo che nel punto vendita di Scerne i dipendenti hanno un contratto con orario ridotto e 16 persone saranno licenziate. In occasione del riavvio attività del Mercatone stiano chiedendo all’azienda confronto sulle prospettive ma anche sull'organizzazione del lavoro. Speriamo che il Mercatone Uno torni agli antichi splendori e anzi li superi, ma riteniamo che tutto ciò debba avvenire nel pieno rispetto dei diritti della sessantina di lavoratori: a molti dei dipendenti è stato ridotto in maniera consistente numero ore e 16 sono in cassa integrazione a zero ore e per loro si prospetta licenziamento dal 13 gennaio 2019 (non sono stati conteggiati nel numero degli attuali dipendenti in quanto fanno capo alla precedente gestione, ndr). Stiamo chiedendo che questi ultimi vengano riassorbiti».
E a leggere quanto afferma il Ceo della Shernon Holding la strada dovrebbe essere spianata. «Abbiamo bisogno del know-how e dell’entusiasmo ritrovato dei nostri dipendenti, che sono il vero patrimonio aziendale», spiega il Ceo Valdero Rigoni, «perché abbiamo tutta l’intenzione di rilanciare fortemente il brand sul mercato, migliorandone l’offerta e il posizionamento, adattandoli ai nuovi stili di vita e di consumo. Abbiamo acquisito Mercatone Uno nell’anno in cui il marchio celebra il suo 35mo anniversario e vogliamo che questo compleanno diventi il trampolino di lancio verso una rinnovata posizione di leadership nel mercato nazionale».
Sul piano della crescita, l’obiettivo che Shernon Holding si è data nel piano industriale è raddoppiare il fatturato in quattro anni, portandolo a 500 milioni di euro al 2022. E questo ristrutturando e riorganizzando i punti vendita con spazi di socialità, dedicati alle famiglie e per fare esperienze come le masterclass di cucina, con noti chef del mondo televisivo, e corsi per il fai-da-te. Altro obiettivo è il potenziamento delle vendite on line: uno strumento che presenta i più alti margini di progressione. Il debutto del nuovo corso sarà oggi con il lancio del nuovo catalogo (oltre 5 milioni di copie nelle case degli italiani).
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