Mercatone in salvo: il gruppo invia merce per un milione

7 Luglio 2015

Scerne, i lavoratori dichiarano chiuso lo stato di agitazione I sindacati: «Inizia una nuova fase di rilancio e speranza»

PINETO. Un milione di euro in merce per il rifornimento e il rilancio del Mercatone Uno di Scerne. È quanto hanno deciso di investire i responsabili del gruppo in questione, la cui azione è stata apprezzata dai lavoratori, tanto che l’assemblea all’unanimità ha dichiarato terminato lo stato di agitazione e ha impegnato le organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Uiltucs Uil a seguire la fase di salvataggio e rilancio del gruppo a livello nazionale.

Dopo 18 giorni di sciopero, a seguito dell’attivazione da parte del ministero dello Sviluppo economico della procedura di amministrazione straordinaria speciale nei confronti della società M.Business, i dipendenti avevano deciso di rientrare ma di mantenere lo stato di agitazione. In quel periodo, infatti, il punto vendita pinetese era ancora considerato tra le strutture da porre in liquidazione. A giugno, però, i commissari giudiziali, superando il piano industriale che era stato predisposto dalla proprietà e che era oggetto della protesta dei lavoratori, hanno reinserito Pineto tra i punti vendita che resteranno aperti. Un segnale positivo, dunque, che si è concretizzato con la decisione di riempire gli scaffali con circa un milione di euro di merce.

«Dopo mesi di grande apprensione», si legge in un comunicato a firma di Emanuela Loretone (Filcams Cgil) e Bruno Di Federico (Uiltucs Uil), «inizia dunque una fase di rilancio e di speranza per lavoratrici e lavoratori che hanno lottato per il loro impiego e hanno chiamato a intervenire anche le istituzioni locali e regionali, che hanno risposto con i risultati che oggi permettono a un intero territorio di sperare nella salvezza di un’importante porzione della propria economia». La vertenza Mercatone ha infatti registrato l’impegno delle amministrazioni comunali di Pineto e Roseto, visto che l’azienda dà lavoro a circa 80 famiglie che ricadono proprio sui due comuni. Compatto anche il fronte dei dipendenti, che per settimane hanno presidiato il punto vendita di Scerne con l’obiettivo di difendere il posto di lavoro.

Federico Centola

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