Metalmeccanici senza lavoro Nasce il coordinamento anti-crisi

18 Febbraio 2015

La Fiom Cgil inizia dalla Val Vibrata: riunisce i disoccupati per capire quali siano i loro problemi «Ammortizzatori sociali in scadenza, molti a rischio povertà. Bisogna trovare il modo di ripartire»

TERAMO. La crisi che ha travolto decine di aziende in provincia ha pesanti risvolti umani che la Fiom Cgil non vuol ignorare. E così il segretario provinciale Giampiero Dozzi ha deciso di creare un coordinamento dei lavoratori disoccupati. Per capire innanzitutto quanti sono, ma anche quali sono le loro esigenze, che cosa si possa fare per garantire loro un lavoro.

Per il momento il coordinamento riguarderà i lavoratori metalmeccanici della Val Vibrata, ma Dozzi non esclude di crearne altrove. E spera che l’esperienza non si limiti solo al settore metalmeccanico, ma che anche altri settori condividano l’iniziativa.

Intanto si inizia con la prima riunione, venerdì alle 17 nella sala del municipio di Martinsicuro. «Nel coordinamento dei lavoratori metalmeccanici disoccupati vogliamo analizzare a tutto campo le varie vertenze ma anche il contesto e valutare tutte le possibilità di ricollocazione concreta. Vogliamo anche valutare il rischio di disagio sociale», esordisce Dozzi.

Il sindacato diventa spesso un’àncora per chi ha perso il lavoro. Ed ecco che il lavoratore perde la casa perchè non riesce a pagare il mutuo ed è costretto a vivere nell’auto: chiede aiuto al sindacato per sapere quando sarà pagata la cassa integrazione in deroga, in ritardo di 7 mesi, in modo da sopravvivere. «Noi abbiamo il compito di non far rimanere da soli i lavoratori e di non far li precipitare nell'isolamento», riprende Dozzi, «dobbiamo individuare le problematiche e poi fare proposte per ricercare qualche soluzione. In alcuni casi stanno per scadere gli ammortizzatori sociali e la situazione assume i connotasti di un’emergenza assoluta». Il sindacalista cita ad esempio l’Atr e i circa 400 licenziamenti avvenuti il 23 agosto 2013: chi aveva diritto a soli due anni di indennità di mobilità, il 23 agosto di quest’anno si ritroverà senza alcun reddito. «Ogni lavoratore ha esigenze diverse», spiega il segretario Fiom, «nel caso di chi ha avuto esperienza nel settore carbonio bisogna vagliare le possibilità occupazionale nelle realtà del territorio, cioè l’Atr, l’Hp dell'Ascolano, e la Ars tech di San Giovanni di Colonnella ( aperta da poco dall’ex creatore dell’Atr Umberto Pierantozzi, che conta una 60ina di operai, ndr)». Dozzi cita poi i 15 licenziati della Veco di Martinsicuro, da poco in mobilità, per cui c’è un accordo volto ai riassorbimenti legati agli incrementi di produzione. «Alla Cmp poi ci sono in mobilità una trentina di lavoratori e una settantina in cassa integrazione», continua il sindacalista, osservando che si deve capire quale sarà il loro futuro, come quello dei «tanti lavoratori delle ditte artigiane, che hanno il problema del ristagno dell'edilizia: bisogna capire il settore che fine farà».

Il ruolo del coordinamento sarà dunque anche «quello di rapportarsi con le istituzioni per vedere che cosa si può fare in quest’area che ha accusato una crisi superiore ad altri territori». Dozzi cita l’aumento della criminalità e il fatto che «solo in Val Vibrata, come Fiom, dal 2013 a oggi abbiamo gestito 335 pratiche di disoccupazione sulle 977 di tutta la provincia». Per cui «c'è bisogno di trovare una soluzione per le vertenze in corso. La Provincia ha riattivato l'osservatorio sull’economia e una delegazione è andata al ministero per avviare il protocollo Val Vibrata-Tronto. E’ il momento di capire che cosa serve sul territorio, da quali professionalità e da quale settore ripartire».

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