Metano da scarti di cibo e verde: nuovo impianto per 34 comuni

D’Alberto: «Il biodigestore sarà il fulcro della Cittadella ecologica al servizio di tutta la provincia» Saccomandi (Team): «Tariffe meno pesanti per gli utenti grazie al 73% di raccolta differenziata»
TERAMO . Metano da scarti alimentari e sfalci per 34 comuni. È la potenzialità espressa dal biodigestore anaerobico dei rifiuti organici che Team e Mote realizzeranno con i 28,1 milioni di euro stanziati tramite il Pnrr. L’intervento, che ha appena ricevuto la conferma dei fondi per la sua realizzazione, diventerà il fulcro di un sistema di gestione del cosiddetto “umido” che coinvolgerà gran parte del territorio provinciale. Per sottolineare la portata dell’iniziativa il sindaco Gianguido D’Alberto chiama al suo fianco non solo il presidente della Team Sergio Saccomandi e Gianluca Ceci in rappresentanza del Mote, ma anche Gabriele Rapali, che guida la Poliservice, società di servizi per i centri della Val Vibrata, e Luca Zaccagnini, direttore dell’Agir, agenzia regionale punto di riferimento per il ciclo dei rifiuti in Abruzzo.
«Con questo progetto nella zona di Carapollo nascerà una Cittadella dell’economia circolare», spiega il primo cittadino, «che sarà a disposizione di tutta la provincia». D’Alberto lega il finanziamento sul progetto al passaggio della Team sotto il pieno controllo del Comune. «Solo una società tutta pubblica», precisa, «ha permesso di ottenere questo risultato eccezionale sia in termini economico-finanziari, secondo solo al recupero dell’ex ospedale psichiatrico, sia per la riqualificazione ambientale dell’area dell’ex inceneritore dove sarà realizzato l’impianto». Un altro elemento determinante è evidenziato da Saccomandi. «Il finanziamento per il biodigestore è l’ottimo corollario alla qualità dell’organico che raccogliamo», spiega il presidente, che sottolinea anche la proficua collaborazione con l’assessore regionale Nicola Campitelli e con Massimo Speca, consigliere comunale prematuramente scomparso «e al quasi 73 per cento di differenziata raggiunto grazie ai cittadini». La valenza provinciale del progetto è messa in risalto dall’assessore all’ambiente Martina Maranella, ma per gli utenti teramani l’entrata in funzione dell’impianto si tradurrà soprattutto in un risparmio sulle tariffe. Questo effetto deriverà dal fatto che l’organico non dovrà più viaggiare fuori provincia e anche al di là dei confini regionali. A fornire i dati è il tecnico della Team Pierandrea Giosuè. «Un chilo di rifiuti organici viaggia per 160 chilometri», sottolinea, «con un costo per utente di 142 euro a tonnellata, superiore di 31 euro alla media delle altre province e di 39 euro alle aree più avanzate». Zaccagnini promuove l’iniziativa. «Non si ottengono 28 milioni senza duro lavoro e visione strategica», fa notare, «il progetto colma una lacuna sul territorio per l’impiantistica pubblica e sarà funzionale a tutta la regione».
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