Mette il gps sull’auto della ex Teramano rinviato a giudizio

TERAMO. Per spiare i movimenti dell’ex moglie a cui chiedeva insistentemente di tornare insieme aveva pensato di installare un impianto gps sulla vettura della donna. Un teramano di 50 anni è finito...
TERAMO. Per spiare i movimenti dell’ex moglie a cui chiedeva insistentemente di tornare insieme aveva pensato di installare un impianto gps sulla vettura della donna. Un teramano di 50 anni è finito a processo per stalking al termine di un’inchiesta scattata dopo la denuncia della donna che lo accusa di averla perseguitata con telefonate e sms. E non solo.
Secondo l’accusa, infatti, l’uomo non si sarebbe mai rassegnato alla fine del matrimonio e così in più occasioni avrebbe cercato di convincere la donna a tornare insieme. Prima solo sporadiche telefonate e qualche invito a cena, ma ben presto il suo atteggiamento sarebbe cambiato. A tal punto che le telefonate da sporadiche sono diventate assidue, con la donna che in due occasioni è stata costretta a cambiare numero telefonico. Telefonate continue, dunque, che spesso sono state accompagnate anche da decine di sms, alcuni dei quali di velata minaccia. Ma la grande paura per la donna è arrivata con la scoperta di quel gps installato sulla sua vettura. Da un certo momento in poi, infatti, la donna si è accorta che l’ex marito riusciva ad essere presente in tutte le occasioni in cui lei era fuori casa: non solo sul posto di lavoro, ma anche nelle uscite con gli amici, nelle occasioni in cui faceva delle commissioni per i genitori anziani. Quando ha portato la macchina dal meccanico per una riparazione la scoperta di quell’impianto satellitare sistemato sotto la vettura. Da qui la denuncia per stalking con l’uomo che di recente è stato rinviato a giudizio dal gup Roberto Veneziano. (d.p.)
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