Mezzi pubblici, la Cgil accusa: gli aumenti penalizzano Teramo

Il segretario della Filt De Iuliis elenca una serie di corse in provincia dove i rincari superano l’euro «È cresciuta la disparità con l’area metropolitana di Pescara, dov’è in vigore il biglietto unico»
TERAMO. Da lunedì scorso, 1° luglio, muoversi con i mezzi pubblici in Abruzzo costa di più. La giunta regionale, infatti, con delibera del 26 giugno ha disposto l'adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico per tutte le tipologie di servizi: urbani, suburbani e interurbani su gomma. L'assessore ai trasporti, Umberto D'Annuntiis, nell'illustrare la novità aveva spiegato come la misura si limitasse «all’adeguamento al tasso di inflazione delle tariffe stesse. L’ultimo aggiornamento, stabilito pure con delibera di giunta, risale al 25 agosto del 2016. Nessun aumento aggiuntivo, quindi, è stato previsto rispetto a quello del tasso di inflazione registratosi dal 2016 al 2024». La Regione aveva indicato gli aumenti come compresi in una forbice fra 0,05 euro a 0,20 euro, a seconda della tipologia di biglietti. Ma per la Cgil di Teramo le cose non stanno esattamente così. «Gli aumenti indicati dall'assessore non sono corretti e basta comprare un biglietto per rendersene conto. Vero è che gli adeguamenti tariffari sono fermi dal 2016, ma è altrettanto vero che in questi anni tante cose sono cambiate e ogni occasione è stata buona per tagliare i servizi», spiega il segretario provinciale della Filt Cgil Maurizio De Iuliis, «il territorio teramano, in particolare, soffre non solo gli aumenti ma anche la disparità di trattamento con altri territori, a partire dall'area metropolitana di Pescara».
Le nuove tariffe in provincia di Teramo riguardano sia la Tua che la Baltour e le agevolazioni sugli abbonamenti sono previste solo per i nuclei con Isee al di sotto dei 10mila euro (e non più al di sotto dei 15mila). Tabelle alla mano, De Iuliis snocciola i costi dei biglietti pre e post 1° luglio 2024: il ticket per la linea urbana a Teramo (valido 90 minuti) è passato da 1,20 euro a 1,40 euro. Sui mezzi Tua «gli aumenti sono ancora più evidenti: Teramo - San Nicolò, cioè una tratta, costava 1,10 mentre oggi costa 1,40. Il biglietto Teramo - Giulianova è passato da 2,40 euro a 3,20 euro; quello Teramo - Tortoreto da 2,80 euro a 3,80 euro. Spostarsi da Teramo a Corropoli fino a pochi giorni costava 3,60 euro, dal primo luglio costa 4,30», spiega il segretario Filt, e sottolinea: «Se questi prezzi e i servizi previsti li confrontiamo inoltre con il biglietto unico in vigore nell'area metropolitana di Pescara, si capisce subito la disparità che lamentiamo da sempre. Infatti il biglietto unico costa 1,40 euro e permette al viaggiatore di muoversi su un'area di quasi 30 chilometri. Il biglietto giornaliero per lo stesso servizio è di 3,60 euro».
Fra gli esempi che De Iuliis evidenzia ci sono poi i collegamenti con L'Aquila: da Giulianova al capoluogo il costo del biglietto è passato da 8,50 euro a 10,20 euro; da Teramo il costo è lievitato da 6,90 euro a 8,30 euro. «Il sistema del trasporto pubblico va rivisto. Vanno eliminate le differenze fra i territori, migliorati i servizi e la Tua deve mettere in campo un piano anti-evasione: troppi passeggeri viaggiano senza biglietto, anche in forza dei pochi controlli che ci sono. In provincia di Teramo ormai ci sono solo tre verificatori in servizio sui mezzi: un numero inadeguato. Occorre più controllo e introdurre la possibilità di acquistare il ticket a bordo consentendo la verifica dello stesso all'autista. Ma sono azioni che vanno inserite in un piano preciso e condiviso», conclude il segretario della Filt Cgil.
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