«Mi hanno scelto i giuliesi non i partiti politici»

Qual è la prima cosa da fare per Giulianova?«Lavorare per ricostruire la fiducia dei cittadini restituendo loro positività, senso di appartenenza ad una comunità e la speranza che Giulianova possa...
Qual è la prima cosa da fare per Giulianova?
«Lavorare per ricostruire la fiducia dei cittadini restituendo loro positività, senso di appartenenza ad una comunità e la speranza che Giulianova possa tornare a splendere».
Tassa di soggiorno: sì o no?
«L'imposta di soggiorno è una valida opportunità per la crescita e lo sviluppo turistico della città; deve però essere vincolata alla finalità turistica e non utilizzata, come accaduto finora, per coprire buchi di bilancio».
Sempre in tema di turismo: come fare per rilanciarlo?
«È fondamentale migliorare l'immagine turistica attraverso opere di decoro urbano e del verde pubblico; bisogna programmare un calendario eventi e manifestazioni per la stagione estiva imminente ed organizzare per tempo le prossime. Fra le strategie va annoverata in primis la destagionalizzazione per garantire flussi turistici anche oltre i soli mesi estivi. Va attuato un servizio di navetta express che permetta il collegamento continuo dalle zone di alto affollamento turistico verso il centro città sia del Lido sia del Paese. Non dobbiamo dimenticare la valorizzazione del porto, del centro storico e dei musei».
Che fare dell'ex mercato coperto di piazza Dalla Chiesa?
«Questa è una di quelle scelte che devono necessariamente coinvolgere la cittadinanza. Si valuterà insieme, attraverso un’analisi costi-benefìci, quale sia la soluzione ottimale per ridare vita a quella struttura. Resta naturalmente invariata la destinazione dell’area che continuerà a costituire un parco nel cuore della città».
Come portare avanti la battaglia per salvaguardare l'ospedale di Giulianova?
«Giulianova merita un ospedale di primo livello. L'ospedale della costa teramana dovrà diventare l'eccellenza provinciale per l'emergenza-urgenza. In ogni caso, entrerò a far parte del comitato ristretto dei sindaci e avvierò una proficua interlocuzione con i vertici della Asl per avere una sanità all’altezza di Giulianova».
Il mercato settimanale del Lido va spostato?
«No, deve rimanere sul lungomare».
La macchina amministrativa del Comune va sicuramente migliorata per renderla più efficiente e vicina ai cittadini: con quali strumenti si può raggiungere questo obiettivo?
«Il cambiamento passa soprattutto da qui. È necessario rivedere con attenzione l’organizzazione delle risorse umane con l’obiettivo primario di rendere gli uffici comunali efficienti».
Nessuno degli altri candidati al primo turno ha dato indicazioni di voto. Come pensate di convincere gli elettori dell'area di centrosinistra e del M5S a votare per voi?
«Sono convinto che il nostro programma, riguardo argomenti che stanno a cuore a tanti elettori di queste aree, quali le politiche sociali, la scuola, la cultura, possa essere apprezzato. Poi penso che chi, al primo turno, ha dato il suo voto a Filipponi, ad Arboretti o a Di Criscenzo, sia lontano anni luce dalla Lega e dai suoi metodi, almeno da quelli visti a Giulianova».
Come è stata questa campagna elettorale: corretta o ci sono stati colpi bassi?
«Col passare dei giorni, è salito un po’ il nervosismo da parte dei nostri avversari: hanno scelto di non confrontarsi in pubblico o in tv in modo democratico e alcuni di loro hanno preferito la delazione in privato».
Siete entrambi di area centrodestra: cosa la differenzia di più dal suo avversario?
«La differenza è molto semplice da vedere: io, con tanti amici, ho studiato a fondo e ho preparato a lungo senza improvvisazione. Per questo motivo, al primo turno oltre 4.000 cittadini ci hanno premiato. Sono stato scelto dai giuliesi, e a loro risponderò. Il mio avversario è stato scelto, invece, in una stanza di partito a Pescara o a Roma, e al partito deve rispondere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Lavorare per ricostruire la fiducia dei cittadini restituendo loro positività, senso di appartenenza ad una comunità e la speranza che Giulianova possa tornare a splendere».
Tassa di soggiorno: sì o no?
«L'imposta di soggiorno è una valida opportunità per la crescita e lo sviluppo turistico della città; deve però essere vincolata alla finalità turistica e non utilizzata, come accaduto finora, per coprire buchi di bilancio».
Sempre in tema di turismo: come fare per rilanciarlo?
«È fondamentale migliorare l'immagine turistica attraverso opere di decoro urbano e del verde pubblico; bisogna programmare un calendario eventi e manifestazioni per la stagione estiva imminente ed organizzare per tempo le prossime. Fra le strategie va annoverata in primis la destagionalizzazione per garantire flussi turistici anche oltre i soli mesi estivi. Va attuato un servizio di navetta express che permetta il collegamento continuo dalle zone di alto affollamento turistico verso il centro città sia del Lido sia del Paese. Non dobbiamo dimenticare la valorizzazione del porto, del centro storico e dei musei».
Che fare dell'ex mercato coperto di piazza Dalla Chiesa?
«Questa è una di quelle scelte che devono necessariamente coinvolgere la cittadinanza. Si valuterà insieme, attraverso un’analisi costi-benefìci, quale sia la soluzione ottimale per ridare vita a quella struttura. Resta naturalmente invariata la destinazione dell’area che continuerà a costituire un parco nel cuore della città».
Come portare avanti la battaglia per salvaguardare l'ospedale di Giulianova?
«Giulianova merita un ospedale di primo livello. L'ospedale della costa teramana dovrà diventare l'eccellenza provinciale per l'emergenza-urgenza. In ogni caso, entrerò a far parte del comitato ristretto dei sindaci e avvierò una proficua interlocuzione con i vertici della Asl per avere una sanità all’altezza di Giulianova».
Il mercato settimanale del Lido va spostato?
«No, deve rimanere sul lungomare».
La macchina amministrativa del Comune va sicuramente migliorata per renderla più efficiente e vicina ai cittadini: con quali strumenti si può raggiungere questo obiettivo?
«Il cambiamento passa soprattutto da qui. È necessario rivedere con attenzione l’organizzazione delle risorse umane con l’obiettivo primario di rendere gli uffici comunali efficienti».
Nessuno degli altri candidati al primo turno ha dato indicazioni di voto. Come pensate di convincere gli elettori dell'area di centrosinistra e del M5S a votare per voi?
«Sono convinto che il nostro programma, riguardo argomenti che stanno a cuore a tanti elettori di queste aree, quali le politiche sociali, la scuola, la cultura, possa essere apprezzato. Poi penso che chi, al primo turno, ha dato il suo voto a Filipponi, ad Arboretti o a Di Criscenzo, sia lontano anni luce dalla Lega e dai suoi metodi, almeno da quelli visti a Giulianova».
Come è stata questa campagna elettorale: corretta o ci sono stati colpi bassi?
«Col passare dei giorni, è salito un po’ il nervosismo da parte dei nostri avversari: hanno scelto di non confrontarsi in pubblico o in tv in modo democratico e alcuni di loro hanno preferito la delazione in privato».
Siete entrambi di area centrodestra: cosa la differenzia di più dal suo avversario?
«La differenza è molto semplice da vedere: io, con tanti amici, ho studiato a fondo e ho preparato a lungo senza improvvisazione. Per questo motivo, al primo turno oltre 4.000 cittadini ci hanno premiato. Sono stato scelto dai giuliesi, e a loro risponderò. Il mio avversario è stato scelto, invece, in una stanza di partito a Pescara o a Roma, e al partito deve rispondere».
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