«Mia madre è grande obesa e serve un bagno apposito»

5 Gennaio 2016

MONTORIO. «Mia mamma ha diritto ad avere in casa i servizi igienici adeguati ai suoi problemi di salute». E’ l’appello disperato di un figlio, Gianni Ricci di Montorio, che da quattro anni attende...

MONTORIO. «Mia mamma ha diritto ad avere in casa i servizi igienici adeguati ai suoi problemi di salute». E’ l’appello disperato di un figlio, Gianni Ricci di Montorio, che da quattro anni attende che l’Ater di Teramo effettui gli adeguamenti nel bagno in casa di sua mamma. Antoniella Di Luigi ha 61 anni e vive in appartamento di edilizia residenziale pubblica a Montorio e a causa dei tuoi tanti problemi di salute non riesce a usufruire dei servizi igienici che la casa ha a disposizione. «Mia mamma è invalida», racconta Ricci, «è obesa e pesa 160 chili, ha grosse difficoltà motorie, è diabetica, non ha un rene e ha una protesi al ginocchio. Per tutti questi motivi necessita di un bagno adeguato».

La casa dove vive la signora e per la quale il figlio tiene a sottolineare «è in regola con gli affitti e i pagamenti condominiali» ha due bagni: uno troppo stretto dove la signora non riesce a entrare e l’altro con una vasca che lei non può adoperare. «Sono quattro anni che chiediamo all’Ater di sostituire la vasca con un piatto doccia», prosegue Ricci, «e nonostante abbiamo fatto scrivere anche una lettera da un avvocato, la risposta è sempre che non hanno le risorse, che siamo in lista d’attesa nella graduatorie delle persone che necessitano di interventi in casa, ma nulla accade e non ne possiamo più. Io e mia sorella dobbiamo aiutare nostra mamma a lavarsi in piedi sul pavimento al centro della stanza e poco tempo fa è anche caduta». Ricci lamenta anche il fatto che nell’ultimo periodo nel bagno dove sono stati richiesti gli interventi c’è una perdita d’acqua dall’appartamento di sopra pericolosa per la presenza di elettricità e che lo rende impraticabile.

«Noi chiediamo all’Ater che questi lavori vengano fatti il prima possibile perché mia mamma non può effettuarli di tasca propria in quanto deve sostenere molte spese sanitarie e non è giusto che questa donna non abbia diritto a un bene primario come quello all’igiene», conclude Ricci, «sperando che venga sistemato lo scivolo per disabili per accedere nel palazzo perché è impraticabile e accanto a esso c’è un pozzo profondo chiuso non in sicurezza, un pericolo per i bambini». (a.d.f.)

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