Migranti, il Comune fissa un limite: da noi non più di 55

Martinsicuro, la giunta vota la delibera d’adesione allo Sprar Attualmente l’ente ne ospita 35 in alcuni appartamenti
MARTINSICURO. La giunta comunale di Martinsicuro fissa i numeri per l’accoglienza migranti: non dovranno essere più di 55.
Lo fa con una delibera per l’attivazione dello Sprar, ovvero il sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati. L’ente ha presentato una domanda di finanziamento per un progetto di accoglienza per 55 richiedenti, protezione internazionale e asilo politico. «L’obiettivo dell’adesione allo Sprar è duplice», si legge nella delibera, «assicurare una riduzione del numero dei migranti ospitati in ogni singolo territorio e ancorarlo a quelle che sono le percentuali fissate dall’Anci e parallelamente garantire una maggiore efficacia nei percorsi di integrazione e inclusione sociale puntando, sui progetti presentati dai singoli comuni». Nel novembre scorso il consiglio comunale truentino aveva approvato la proposta di adesione presentata dai consiglieri di minoranza Giuseppe Capriotti (Pd) ed Elisa Foglia (Sicambia).
Intanto, il numero di richiedenti asili presenti nel territorio di Martinsicuro negli ultimi mesi è sensibilmente diminuito passando dai circa 130 immigrati ospitati nel febbraio scorso a circa 35 attualmente nella cittadina. Un calo notevole dovuto allo svuotamento delle due strutture che li ospitavano. Alcuni erano ospitati all’hotel Lanca al confine con Alba Adriatica, successivamente dichiarato inagibile dopo le proteste di quanti ci alloggiavano e per questo trasferiti in un centro di Campli. L’altro sito che non li ospita più è un residence della frazione di Villa Rosa. I circa 35 richiedenti asilo nella cittadina truentina sono ospitati in alcuni appartamenti di via Trento a Martinsicuro e via Filzi di Villa Rosa gestite da alcune cooperative. Il Comune di Martinsicuro negli anni scorso ha stretto rapporti di collaborazione con i migranti presenti nella cittadina, tramite accordi con prefettura e cooperative che gestiscono il servizio, per impiegarli in lavori socialmente utili come la cura del verde cittadino. L’adesione alla rete Sprar, prevede in caso di accoglimento, un finanziamento del 95% con fondi ministeriali.
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