Minacce col coltello Di nuovo in manette il rifugiato africano
MARTINSICURO. Terzo arresto in due settimane per Simon Saramui, il rifugiato africano che per ben due volte ha violato il domicilio di un centro di accoglienza per rifugiati a Martinsicuro. Questa...
MARTINSICURO. Terzo arresto in due settimane per Simon Saramui, il rifugiato africano che per ben due volte ha violato il domicilio di un centro di accoglienza per rifugiati a Martinsicuro. Questa volta, però, si è messo in guai più seri, perché oltre ad entrare di forza nell’alloggio ha brandito un coltello contro altri due ospiti i quali sono stati costretti a chiamare i carabinieri. Il fatto si è verificato in via Filzi a Martinsicuro, all’interno di un appartamento gestito dalla Gus. Quando sono arrivati i carabinieri, il 26enne della Guinea sembrava non volesse desistere. Poi, i militari della locale stazione lo hanno fatto ragionare disarmandolo e dichiarandolo in arresto. Per lui è stato disposto il trasferimento nel carcere di Castrogno, vista la sua pericolosità.
Saramui, lo scorso fine mese, durante il controllo del territorio, era già finito in manette. Il richiedente asilo, con regolare permesso di soggiorno era senza fissa dimora, senza più protezione internazionale e l’accusa a suo carico era di violazione di domicilio aggravata. Era infatti stato sorpreso mentre cercava di entrare in un centro di accoglienza del gruppo Humanitas a Martinsicuro rompendo una finestra. Poi, la convalida dell’arresto e di nuovo la libertà, ma a distanza di pochi giorni era tornato agli arresti questa volta in carcere a Castrogno. L’arresto bis era scattato quando il giovane africano aveva tentato ancora una volta di introdursi in uno degli alloggi del centro di accoglienza. Quindi nuovo arresto e identificazione in caserma dove aveva cercato di sottrarsi tentando la fuga dalla caserma di Martinsicuro opponendo resistenza ai carabinieri fino ad ingaggiare un breve ed inutile contatto fisico. Era stato dichiarato in arresto con la duplice accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale per cui era stato portato in carcere. Poi di nuovo in libertà ed ora in carcere. (a.d.p.)
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