Minaccia con la pistola il fornitore

16 Novembre 2017

Ristoratore teramano a processo: lite per un mancato pagamento di olio

TERAMO. Lui chiedeva il pagamento di un rifornimento di olio, ma il gestore del ristorante lo avrebbe minacciato con una pistola. Per questo un teramano di 35 anni è finito in tribunale con l’accusa di minacce aggravate. E ieri mattina, in aula, è stata ascoltata la vittima, un commerciante teramano. Davanti al giudice Franco Tetto l’uomo ha ripercorso le tappe vicenda, dal momento della minaccia alla denuncia.
Secondo la sua versione il ristoratore gli doveva mille euro per il pagamento di una fornitura di olio d’oliva, ma nonostante il passare delle settimane ciò non sarebbe avvenuto. Così una sera l’uomo sarebbe passato al locale per chiedere nuovamente il dovuto.
A questo punto il ristoratore lo avrebbe invitato nel suo ufficio e qui avrebbe estratto una pistola dal cassetto mettendola sulla scrivania con fare minaccioso.
Così, a questo proposito, si legge nel capo d’imputazione firmato dal pm Enrica Medori: «minacciava di un male ingiusto l’altro puntandogli contro una pistola e pronunciando in sua presenza e nei suoi confronti l’espressione: «ti devo sparare in bocca prima a te». All’epoca dei fatti, avvenuti nel luglio del 2015, ci fu una perquisizione sia nell’abitazione del ristoratore e sia nel locale. L’arma, risultata detenuta regolarmente, venne trovata nel ristorante e per questo l’uomo venne denunciato perchè la pistola era stata portava illegalmente in luogo aperto al pubblico.
Nell’abitazione, invece, vennero trovati più di sessanta proiettili che, secondo l’accusa, non sarebbero stati segnalati all’autorità. Nel corso dell’udienza di ieri sono stati sentiti anche altri testi citati dalla pubblica accusa (rappresentata in aula dal vpo Roberta Roccetti). A febbraio nuova udienza con l’audizione di altri testi.(d.p.)
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