Minaccia la ex con una pistola: il giudice gli vieta di avvicinarla

15 Dicembre 2021

Il 43enne è accusato di aver costretto la donna a salire in macchina e di averla intimorita così: «Con me ho una busta piena di proiettili, con questi prima ti uccido e poi mi tolgo la vita»

ATRI. Le storie di stalking sempre più spesso scandiscono le cronache quotidiane. Con i particolari a fare la differenza e a raccontare tragedie sfiorate in questa Italia che, tra Codici rossi e norme di più facile attuazione, non smette di contare le donne ammazzate.
L’ultimo caso di atti persecutori arriva da Atri: un uomo di 43 anni per cui il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento alla ex fidanzata bloccata dall’uomo all’uscita del lavoro a Pescara, costretta a salire sulla sua macchina sotto la minaccia di una pistola e a guardare nella vettura una busta di proiettili. Con lui che le dice: «Con questi prima ti ammazzo e dopo la faccio finita». Poi l’ha fatta scendere.
La donna ha denunciato tutto alla polizia con gli agenti del commissariato di Atri (diretti da Ester Fratello) che hanno subito avviato le indagini con una prima perquisizione nell’auto dell’uomo che ha permesso di trovare alcuni proiettili a salve. Perché le nuove regole introdotte dal Codice rosso hanno messo la celerità alla base di tutto. Così, dopo la denuncia della donna, è scattata la procedura immediata con il pm (in questo caso Andrea De Feis) che ha chiesto e ottenuto dal gip Lorenzo Prudenzano il provvedimento del divieto di avvicinamento.
La donna, nella denuncia, ha raccontato che la minaccia con la pistola è arrivata al termine di una lunga serie di atti persecutori con appostamenti e pedinamenti vari anche in altre zona di Italia in cui lei si è recata per motivi di lavoro. Quindi messaggi, minacce sui social, telefonate continue con lei costretta spesso ad uscire di casa nelle ore più improbabili per non correre il rischio di vederselo sotto casa.
E appena qualche giorno fa sempre gli agenti del commissariato di Atri hanno eseguito una misura di allontanamento dalla casa familiare nei confronti di un 51enne di Montefino denunciato dalla moglie per maltrattamenti. In questo caso la misura è stata emessa dal gip Marco Procaccini su richiesta del sostituto procuratore Enrica Medori.
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