Minacciati esposti per la lottizzazione di via Rivacciolo

TERAMO. Rischia di finire in procura l'accordo di programma tra il Comune e le ditte di costruzioni Falone e San Marco che interessa la zona di via Rivacciolo. Ad annunciare la possibile...
TERAMO. Rischia di finire in procura l'accordo di programma tra il Comune e le ditte di costruzioni Falone e San Marco che interessa la zona di via Rivacciolo. Ad annunciare la possibile presentazione di un esposto è il capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio comunale Fabio Berardini sulla scia di quanto emerso dall'inchiesta condotta da Vera Tv e illustrata nel corso della trasmissione "Polis" mercoledì sera. Secondo il rappresentante grillino, il servizio televisivo ha evidenziato «enormi irregolarità» riguardanti l'intervento che prevede la realizzazione di palazzine in cambio di opere d'interesse pubblico nell'area che si trova tra via De Gasperi e Colleparco.
«Il Comune avrebbe rilasciato titoli di agibilità degli immobili senza aver controllato le opere di urbanizzazione primaria», fa notare Berardini, «ad oggi infatti i lampioni non funzionano e non ci sono i parcheggi». Il grillino fa notare, inoltre, che all'appello mancano due percorsi ciclopedonali, per un totale di 56mila euro, che le imprese avrebbero dovuto realizzare a loro spese. Parzialmente disatteso risulterebbe anche l'obbligo, sempre a carico delle ditte, di allestire due parchi giochi. «Manca quello di competenza della San Marco», tiene a evidenziare il consigliere, «perché lo spazio inaugurato in via Diaz è stato pagato con i soldi del Bim». Berardini ritiene necessario l'intervento della commisisone di garanzia del Comune anche su altri aspetti. Tra questi figurano lo smontaggio dei giochi in nei giardini della Madonna delle Grazie, che sarebbe stato fatto da un operaio del Comune e non da Falone, e il trasferimento in altra zona delle opere di urbanizzazione previste in via Rivacciolo. Lo spostamento, contrariamente a quanto sostenuto dalle due ditte, non sarebbe stato avallato da tutti i condomini delle due palazzine. «L'assenza di ogni tipo di controllo sull'operato dei privati, i ritardi nella costruzione delle opere pubbliche», conclude Berardini, «sono l'emblema di una classe politica indegna di amministrare la cosa pubblica».
Immediata la replica del sindaco Maurizio Brucchi,che definisce strumentali le accuse mosse dal consigliere grillino. «L'intervento in via Rivacciolo è diviso in due lotti», sottolinea, «e le opere di utbanizzazione relative sono state realizzate subito per la prima parte». Per il completamento è previsto un termine di due anni indicato nella convenzione sottoscritta dal Comune con le ditte, per cui a detta del sindaco non ci sarebbe alcun inadempimento. La realizzazione delle piste ciclopedonali rientrava, invece, nell'allestimento di un bioparco rimasto solo sula carta. Il progetto, sempre secondo il sindaco, è saltato perché nel frattempo è venuto meno il sostegno di altri privati che insieme a Falone e San Marco avevano condiviso l'impegno a concretizzarlo. «Non c'erano più i presupposti economici per realizzarlo», conclude Brucchi, «e non vedo dov'è il problema». (g.d.m.)
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