«Mio padre dimesso da cardiologia anche se stava male»

10 Gennaio 2017

GIULIANOVA. Reparto di cardiologia dell’ospedale giuliese sotto la lente d’ingrandimento per un episodio verificatosi pochi giorni or sono. A raccontare la vicenda è una signora quarantacinquenne, P....

GIULIANOVA. Reparto di cardiologia dell’ospedale giuliese sotto la lente d’ingrandimento per un episodio verificatosi pochi giorni or sono. A raccontare la vicenda è una signora quarantacinquenne, P.Z., originaria della Sardegna, che denuncia sui social quanto capitato al suo genitore novantenne residente nel quartiere Annunziata. «Mio padre», scrive la donna, «è stato trattato farmacologicamente nel corso di nove giorni e poi dimesso nonostante al risveglio accusasse un forte dolore alla spalla destra con tosse persistente che non gli concedeva tregua».

Ieri, secondo il racconto della figlia, l’anziano signore avrebbe iniziato a respirare in maniera anomala e sofferente. La donna, con molta prontezza, ha sollecitato l’arrivo di un’ambulanza che di lì a pochi minuti ha trasportato il genitore all’ospedale di Giulianova e più precisamente al pronto soccorso. Una dottoressa si è occupata del paziente e, dopo gli accertamenti di rito, avrebbe cercato disperatamente un posto letto nel reparto di riferimento. Prosegue il racconto della signora P.Z.: «Dopo l’arrivo in cardiologia un medico del reparto esce dalla stanza riservata alle visite e, senza che io proferissi parola alcuna, si rivolge a me in modo alquanto seccato sostenendo che mio padre avrebbe avuto un collasso cardiaco oltre ad un bronco spasmo, e che non era possibile reimpiantargli un nuovo apparato cardiorespiratorio».

La donna si chiede se, pur in presenza di una persona anziana, in questi casi i parenti dovrebbero lasciare il malato nel proprio letto ad attendere il sopraggiungere della morte. La signora P. Z. si domanda: «Ma il cardiologo, per suo padre, si sarebbe comportato come me, ricorrendo ai soccorsi, o avrebbe atteso impassibile il decesso a casa?». (al. al.)

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