Miracolo a Valle Castellana: apre un’attività

12 Luglio 2018

È un bar-ristorante con tre camere. I giovani titolari: «Non è giusto che questo paese debba morire»

VALLE CASTELLANA. «Non mi sembra giusto e non accetto che un paese che ha subito il terremoto debba morire e che le persone che ci vivono debbano rinunciare a una pizza, a un aperitivo, a un posto di ritrovo per stare in compagnia e in serenità: ed è per questo che abbiamo deciso di investire qui». Sono le parole di Stefania Ercoli, 31 anni, di Valle Castellana, che insieme al marito, Romolo Di Sero di 33 anni, ha deciso di aprire il locale “Chalet numero sette” nel centro della Laga. Sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione dell’attività dalle 17, con musica. È una struttura con bar, ristorante e tre camere da letto che sarà aperta tutto l’anno e che riporta movimento nel paese dopo i tanti disagi e danni dovuti agli eventi calamitosi. Valle Castellana è, infatti, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 2016 e dalla nevicata eccezionale del gennaio 2017, con vari edifici inagibili, tanti sfollati e nessuna attività commerciale aperta. Le poche che c’erano hanno dovuto chiudere per i danni subiti. Ed è proprio da qui che Stefania e Romolo hanno voluto ricominciare.
«L’idea dello chalet è nata nel 2012, ma si è arenata quando la mia casa a Valle Castellana è diventata inagibile», racconta Stefania, «abbiamo abitato a Roma per un periodo, ma quando abbiamo perso il lavoro, seguendo alcuni segni che il destino ci ha dato in quel momento abbiamo ripreso il progetto». Stefania e Romolo si sono «rimessi in moto», come loro stessi hanno confidato, e con grande entusiasmo sono tornati in paese. «Sono legatissima a Valle Castellana», prosegue Stefania, «apprezzo la libertà e la pace di questi posti e ora che abbiamo due bambini crediamo che stare qui è il meglio che possiamo offrire loro». I giovani coniugi hanno investito i propri risparmi nello chalet. «Non abbiamo percepito nessun incentivo», aggiunge Stefania, «ogni volta che abbiamo presentato il progetto per ottenere qualche agevolazione, è stato sempre bocciato. Ma io sono fiduciosa e mi aspetto che gli altri credano nel nostro territorio come ci ho creduto io e saremo lieti di accogliere i nostri concittadini e i tanti turisti che vorranno scoprire le nostre bellezze. Forse siamo dei folli a credere che con la nostra attività possa cambiare qualcosa e probabilmente potrebbe accadere, ma la cosa più importante è averci provato».
Un evento «epocale», così lo ha definito il sindaco Camillo D’Angelo. «Dopo il terremoto si accende una nuova speranza per Valle Castellana», ha detto, «quella che in molti altri territori della provincia non sarebbe stata una notizia, riveste, invece, da noi una grande significato, quasi di rinascita per tutto il comprensorio. Dopo la chiusura di alcune storiche attività sul territorio si sono verificati disagi per la cittadinanza e i turisti e auspichiamo che questa sia la prima di tante altre attività che decideranno di insediarsi da noi, restituendo vita a Valle Castellana e alle sue frazioni e fornendo linfa e sostegno alla lotta allo spopolamento».
Adele Di Feliciantonio
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