Mobilità negata, incidente diplomatico tra Ascoli e Alba

ALBA ADRIATICA. «Dipendente madre e con problemi familiari mortificata dal Comune di Alba Adriatica che, dietro l’apparenza di Comune “rosa”, non ha rispetto e considerazione per la condizione delle...
ALBA ADRIATICA. «Dipendente madre e con problemi familiari mortificata dal Comune di Alba Adriatica che, dietro l’apparenza di Comune “rosa”, non ha rispetto e considerazione per la condizione delle donne». Lo strale parte dalla città di Ascoli Piceno e dal suo consigliere comunale di maggioranza Umberto Trenta e colpisce direttamente il sindaco albense Antonietta Casciotti. Il riferimento del consigliere, nome importante di Forza Italia nelle Marche, è alla vicenda della dipendente del municipio di Alba Adriatica, ma residente ad Ascoli, a cui la giunta albense nei giorni scorsi ha negato il nulla osta per il trasferimento tramite mobilità esterna negli uffici dell’ente comunale della sua città, richiesto per poter stare più vicina ai figli e ad altri componenti della famiglia in precarie condizioni di salute. Il diniego è stato motivato con la carenza di personale nel municipio di Alba e con l’impellenza dell’impegno dell’ufficio demografico in vista delle elezioni europee di maggio. Trenta, però, smentisce queste motivazioni: «Per consentire alla donna di partecipare al concorso per il municipio di Ascoli, su richiesta del Comune di Alba Adriatica avevamo anche trovato un nostro dipendente disponibile a compiere il trasferimento al contrario. Inoltre, avevamo rassicurato che il trasferimento sarebbe avvenuto non prima di settembre, se la donna avesse vinto il concorso. Ma è chiaro che si è trattato di un pretesto del dirigente e dell’amministrazione albense per bloccare il trasferimento. Un trattamento disumano, questo, che mostra scarsa cultura e considerazione della donna e mal si sposa con il tema dei diritti tanto sbandierato dal Pd e dall’amministrazione albense che ne è espressione». (l.t.)

