Mobilitazione per salvare l’asilo delle suore

Montorio, dopo 60 anni le passioniste saranno trasferite e chiuderà la scuola paritaria San Gabriele
MONTORIO AL VOMANO. Una manifestazione pacifica con una raccolta firme per non far andare via le suore, dopo 60anni di permanenza nel paese, e di conseguenza per non far chiudere l’asilo paritario “San Gabriele” che gestiscono. È l’iniziativa dei cittadini di Montorio che sabato dalle ore 11 si ritroveranno dinanzi all’Istituto “San Paolo della Croce” situato nel centro del borgo che ospita da più di mezzo secolo le suore passioniste, oggi in tre - suor Stefania, suor Maria e suor Regina – che verranno trasferite a Roma. Una mobilitazione che vedrà anche la partecipazione del sindaco Fabio Altitonante, del parroco don Paolo e delle associazioni locali, in un grido collettivo per cercare di cambiare un destino che sembra già segnato.
«La chiusura dell'Istituto e dell'asilo rappresenterebbe una grande perdita perché da sempre punto di riferimento e di sostegno alla collettività», spiegano alcune mamme. Il comitato dei genitori si era mobilitato l'anno scorso, perchè era già nell'aria la chiusura dell'asilo che ha circa 35 alunni e aveva vinto. Ma ora si parla di chiusura definitiva perchè sono state sospese le iscrizioni per il prossimo anno scolastico e il servizio sarà garantito fino a fine giugno.
Un argomento che ha scatenato l’arena politica. «Abbiamo richiesto la convocazione della commissione competente per valutare se, nel ruolo di amministratori, si possa assumere qualche utile iniziativa a supporto di cittadini che stanno dando una bella prova di impegno civile attivandosi per non far lasciare alle suore passioniste il nostro paese», hanno scritto le consigliere di minoranza Eleonora Magno e Alessia Nori. «Il sindaco è attivo da mesi per cercare una soluzione e ha scritto due lettere alla Madre generale, nel 2020 e a metà gennaio, dopo la risposta negativa», replica l’assessore alle politiche sociali Francesca Di Luigi, «in più l’amministrazione è in continuo contatto con il nostro vescovo Lorenzo Leuzzi». Aggiunge l’assessore alle politiche del lavoro Mariangela Cortellini: «La scelta di chiudere la scuola è motivo di grande preoccupazione non solo per le 35 famiglie che hanno affidato i propri figli alle suore e alle tre educatrici, ma per il valore stesso che l'istituto rappresenta. Come Comune ci siamo detti disponibili, fin da subito, a supportare la scuola anche economicamente, se quella fosse stata la motivazione. Sul tema scuola saremo sempre presenti».
Adele Di Feliciantonio
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