Montepagano, slittano i lavori per il campanile

15 Novembre 2023

Impalcatura posizionata da agosto, ma l’intervento partirà all’inizio del 2024 ll sindaco Nugnes: «Va prima approvata un’integrazione al progetto di recupero»

ROSETO . Slitta l’inizio dei lavori di prevenzione e verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità e restauro del campanile di Montepagano. L’intervento, infatti, sarebbe dovuto iniziare già da un po’, visto che l’installazione del cantiere da parte della ditta incaricata dalla soprintendenza è iniziata il 10 agosto, ma nelle scorse settimane c’è stata un’integrazione dell’area di cantiere, come conferma il sindaco Mario Nugnes.
«Questa integrazione ora deve essere approvata dal rup», spiega, «prima di far partire i lavori, perché ovviamente assorbe una quota delle somme del quadro economico previste per l’intervento. Comunque l’architetto Antonio Mellano della soprintendenza mi ha assicurato che nelle prossime settimane, insieme a rup e impresa, farà un sopralluogo per aggiornare il quadro economico, e dare l’avvio ai lavori». Siamo però a metà novembre ormai e il rischio che questi lavori partano non prima del nuovo anno o addirittura a febbraio o marzo, è più che concreto. Dubbi sui lavori fermi erano stati sollevati alcuni giorni fa dal presidente del consiglio di quartiere Simone Aloisi, che insieme ad altri cittadini, lo scorso 10 agosto, protestò per l'allestimento del cantiere del campanile nella settimana clou dell'estate. Nugnes rispose però che l’allestimento del cantiere non si sarebbe potuto rimandare per la «complessità delle impalcature da sistemare». A ridosso del campanile, inoltre, abita Giancarlo Rapagnà con la sua famiglia, che in seguito al terremoto del 2016, fu costretto a trasferirsi in un albergo a Roseto, ma stavolta, già ad aprile aveva avuto rassicurazioni dalla soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, l’architetto Cristina Collettini, sul fatto che l’impalcatura non avrebbe interferito con la sua abitazione.
Alcune settimane fa però, quando ci sono stati giorni di vento forte, alcuni pezzi di legno dell’impalcatura si sono staccati finendo sui tetti e anche su alcuni terrazzi. «Ho raccolto le preoccupazioni dei cittadini», spiega Rapagnà, «e ho sollecitato la soprintendenza a intervenire per la messa in sicurezz». L’intervento comunque sarà coperto con i 532mila euro derivanti dal finanziamento del marzo 2018 del ministero dei Beni culturali, ottenuto dalla precedente amministrazione e poi trasferito alla soprintendenza.
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