Montorio ricorda Vera Finavera

13 Ottobre 2016

Una vita spesa per le lotte dei lavoratori. La sua memoria in un documentario

MONTORIO. "Dopo la primavera" è il documentario di David Fratini, dedicato a Vera Finavera protagonista attiva negli anni Cinquanta delle lotte del Vomano, presentato ieri dalla giornalista Antonella Formisani al Chiostro degli zoccolanti. L'omaggio alla sindacalista montoriese, è stato voluto dal Sindacato pensionati della Cgil e accolto dall'amministrazione comunale. «Raccontare la storia di Vera significhi raccontare un pezzo di storia del nostro paese», ha detto il sindaco Gianni Di Centa che ha preso l'impegno di intitolarne una via. Vera Finavera fu protagonista di una lunga battaglia culminata tra il 1952 e il 1953 nelle 120 giornate di sciopero contro la società Terni, del gruppo Iri, durante la costruzione degli impianti idroelettrici del Vomano. «Conservarne la memoria nella scuole è doveroso, ma è solo un punto di partenza», ha spiegato Giuseppe Oleandro, segretario generale Spi-Cgil Teramo, «che contribuirà a sostanziare un progetto che vedrà Verae le sue lotte protagonista di un calendario a fine anno». Presente in sala, oltre al regista David Fratini, ai vertici della segreteria generale Spi-CGIL e al presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, anche il figlio della Finavera, Vladimiro Stella, che nel documentario ripercorre le tappe salienti della vita della madre, che a soli 18 anni «in un'epoca in cui si diventava maggiorenni a 21 anni, si iscrisse nella sezione clandestina del Partito comunista. Dal 1950 al 1965 militò nel sindacato, prima nella federazione teramana e poi a Chieti dove fu spostata. E' lì che conobbe Nicola Stella, sindacalista di Lanciano che sposerà nel 1961. Nel 1960 fu eletta, nel congresso Filcam--Cgil, a rappresentare l'Abruzzo tra gli 8 dirigenti del comitato tecnico nazionale ortofrutticolo-agrumaro.

«Nel 1963 con la mia nascita», conclude il racconto con un filo di emozione Vladimiro Stella, «cercò comunque di restare nel sindacato fino agli inizi del 1965, quando maturò la decisione certamente non facile di dedicarsi soltanto alla mia crescita».

Catia Di Luigi

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