Monumento partigiano, è scontro «Abbandonato dalla Provincia»

Anpi e Rifondazione comunista protestano per il degrado dell’opera al Ceppo dedicata ai partigiani: «Per l’ennesima volta nessun rappresentante istituzionale dell’ente ha partecipato alla celebrazione»
ROCCA SANTA MARIA . La celebrazione del 79° anniversario della battaglia di Bosco Martese lasciano una scia polemica. A suscitare prese di posizione critiche, dopo la manifestazione di sabato che ha visto schierati autorità e cittadini al Ceppo in ricordo delle formazioni partigiane che lì si scontrarono con le truppe naziste, sono il cattivo stato di manutenzione del monumento dedicato ai caduti della Resistenza e la mancata partecipazione della Provincia. Di quest’ultima era presente solo il gonfalone, senza alcun rappresentante istituzionale.
La defezione è stata fatta notare dal presidente della sezione teramana dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, Antonio Topitti che ha richiamato anche la responsabilità dell’amministrazione provinciale per la scarsa cura del monumento. L’intervento di restauro, ha fatto notare il rappresentante dell’organizzazione, si sarebbe dovuto discutere in un incontro con il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura che però avrebbe più volte rinviato l’appuntamento. Alle contestazioni di unisce Rifondazione comunista. «Riteniamo inaccettabile e vergognoso che i rappresentanti istituzionali della Provincia continuino, anno dopo anno, a disertare la cerimonia», evidenzia il segretario provinciale Mirko De Berardinis, «ricordiamo a Di Bonaventura che la nostra provincia è stata insignita con la medaglia d’oro della resistenza. È grave che nessun organo istituzionale dell’ente sia intervenuto, nonostante la presenza del gonfalone accompagnato dal personale della polizia provinciale».
Rifondazione protesta anche per le condizioni del monumento. «Si presenta assai ammalorato con l’intonaco completamente rotto e mancante in diverse parti e con la lapide marmorea che rischia di staccarsi, a causa delle vistose crepe e delle lesioni», osserva De Berardinis, «esortiamo l’amministrazione provinciale a convocare subito l’Api e ad attivarsi con il massimo impegno, per l’avvio dei lavori di manutenzione e ristrutturazione del monumento, anche attraverso il coinvolgimento economico e progettuale della Regione. dei Comuni e del Bim». (red.te.)
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