Morì in ospedale Un medico a giudizio e uno prosciolto

12 Gennaio 2018

Venne dimesso con una diagnosi di lombosciatalgia Quattro giorni dopo il decesso per insufficienza renale

TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità. Almeno quella giudiziaria. Così ha deciso il gup Domenico Canosa che ieri ha rinviato a giudizio un medico del pronto soccorso dell’ospedale di Teramo e ha stabilito il non luogo a procedere per un altro entrambi accusati di omicidio colposo per la morte di un uomo i cui familiari (assistiti dall’avvocato Sergio Menna) chiedonmo chiarezza.
La vittima si chiamava Marino Di Sabatino, morto a 51 anni nel 2012. L’uomo il primo ottobre di quell’anno si presentò al pronto soccorso accusando vari dolori e venne dimesso con una diagnosi di lombosciatalgia. Alle 21.30 del 5 ottobre l’uomo si ripresentò al pronto soccorso con febbre e vari dolori. Venne ricoverato in medicina e qui morì tre ore dopo. Il gip Canosa ha rinviato a giudizio Mario Pellone, medico del primo ingresso, e ha prosciolto Alessandra Ferri, il medico del secondo ingresso (entrambi assistiti dall’avvocato Gennaro Lettieri). Scrive il pm Enrica Medori (che ha eredidato il fascicolo del pm Irene Scordamaglia) nel capo d’imputazione: «per imprudenza, negligenza ed imperizia, nonchè per colpa specifica consistita nella violazione delle norme dettate dall’arte medica secondo il miglior grado di scienza ed esperienza omettendo di eseguire un accurato monitoraggio delle condizioni cliniche di Marino Di Sabatino e un’adeguata valutazione della gravità del quadro clinico, in tal modo diagnosticandogli una lombosciatalgia in paziente affetto da diabete mellito ed ipertensione arteriosa ed altresì disponendone le dimissioni ne cagionava il decesso per arresto cardiocicolatorio in paziente con diabete mellito, insufficienza renale verosimilmente acuta, vasculopatia periferica, ipertensione arteriosa, severa obesità». Accuse che dovranno essere provate nel processo che inizierà il 5 aprile.(d.p.)
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