Moretti, la preside risponde «Non ho mai annullato le gite»

13 Novembre 2016

Roseto, replica agli studenti che ritengono di aver ricevuto una sorta di punizione dopo gli scioperi Del Gaone: «Saltato il progetto a Vienna, quando dovevamo prenotare i ragazzi non erano a scuola»

ROSETO. «Non si può accettare che si ammanti il vero con ricostruzioni dense di inesattezze e di imprecisioni gravi». È la replica di Sabrina Del Gaone, preside dell’istituto Moretti di Voltarrosto, alle accuse rivoltele da un gruppo di studenti della stessa scuola, i quali hanno interpretato come ritorsioni nei loro confronti la mancata partecipazione a progetti didattici già pianificati e l’annullamento delle gite scolastiche.

Tutto questo per aver preso parte agli scioperi, culminati con il corteo di protesta, scaturiti dopo la decisione della dirigenza scolastica di spostare al pomeriggio le lezioni di alcune classi dell’indirizzo turistico, in modo da consentire alla Provincia di far effettuare dei lavori per eliminare il rischio amianto in alcuni pavimenti di linoleum deteriorati all’interno dello stesso istituto. «Il progetto cui sarebbe stata negata la partecipazione», spiega la preside, «è quello che la scuola, in collaborazione con il ministero della Cultura di Vienna, ha organizzato e pianificato con grande sacrificio a partire dallo scorso anno scolastico e che richiedeva, con urgenza, certezza di numeri e di adesioni da comunicare: dati, questi ultimi, che sono mancati a causa delle numerose assenze dei ragazzi durante le quali è stato impossibile avere da loro risposte ai numerosi tentativi di contatto».Dunque una scelta obbligata da parte della dirigente, la quale anzi fa sapere di aver evitato di «addebitare ai ragazzi il costo della defezione», si legge ancora nella sua nota, «come invece previsto dagli accordi di progetto, proprio per non incorrere nel rischio che alla nostra rinuncia necessitata potesse darsi il valore di una punizione».

Rispedita al mittente anche l’accusa di aver annullato le gite scolastiche. «Questa dirigenza», prosegue infatti la nota della preside, «non ha avviato alcuna procedura diretta all’annullamento dei viaggi d’istruzione, avendo, invece, sollecitato il corrispondente gruppo di lavoro a definire le destinazioni e la tempistica di avvio degli avvisi di gara che ne costituiscono il naturale iter procedurale».

Messa in dubbio anche la condivisione fra tutti gli allievi del Moretti del documento con cui si accusava la preside di ritorsioni, diffuso da un gruppo di studenti. «Oggi siamo noi a protestare per ciò che una minoranza di studenti continua a dichiarare e a far scrivere sui giornali», si legge infatti in una nota sottoscritta da un gruppo di alunni vicini alla dirigenza, «le polemiche che vengono ancora alimentate non fanno altro che incattivire gli animi e dar sfogo a un qualunquismo di chi non ha a cuore la risoluzione dei problemi. Sembra che tutto serva a un solo scopo: fare sciopero, al di là di ogni ragionevole considerazione. Vogliamo che si torni alla normalità e soprattutto vogliamo che si torni a studiare, che è lo scopo primario di tutti gli studenti».

Federico Centola

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